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Cisl, il Segretario Colecchia sul Masterplan proposto da Renzi: 'Funzionerà se inserito in un quadro strategico del Paese'

L'appello alla vigilia dell'inaugurazione della 79esima edizione della Fiera del Levante

Pubblicato in Lavoro Sviluppo e Lavoro il 10/09/2015 da Redazione
Il dibattito sul Mezzogiorno e sull’Italia a due velocità esca dal recinto delle polemiche diventando determinante per la crescita del Paese. E’ su questa prospettiva che il Segretario generale della Cisl di Puglia Basilicata, Giulio Colecchia, nel corso di una conferenza stampa tenuta stamane a Bari, si è soffermato alla vigilia dell’inaugurazione della Fiera del Levante. “Ci aspettiamo che il Presidente del Consiglio non ci parli solo di Mezzogiorno ma di Paese all’interno del quale c’è anche il Mezzogiorno, e renda evidente l’intenzione del governo di recuperare nelle sue strategie l’intera unità del sistema Italia. Abbiamo bisogno di realizzare un vero coordinamento tra le regioni ed è il Governo che deve assumersi questo ruolo. La realizzazione di strutture o ministeri per il Sud potrebbe non risolverebbe i problemi del Mezzogiorno. Rafforzerebbe solo l’idea di un suo isolamento. Speriamo in un intervento chiaro del premier non solo sulle opere da realizzare che prevedrà il Masterplan, cosa indispensabile per far ripartire investimenti e lavoro, ma una visione strategica più ampia e non duale, come quella che ci ha consegnato questa estate il rapporto Svimez. La Cisl si augura che Renzi non proponga solo un elenco di opere da realizzare ma confermi l’idea di quella scelta politica, più diffusa e coerente, che ha annunciato nella Direzione del suo partito, perché il Masterplan, se non inserito nel quadro strategico delle politiche nazionali, non funzionerà”. A cominciare dalle infrastrutture “che sono – spiega Colecchia – un elemento fondamentale per colmare il divario italiano. La vicenda del Freccia Rossa da e per Milano che si ferma a Bari, però, manifesta una propensione a non sanare questo gap. La Cisl crede che consentire a cittadini e aziende che operano nella parte più lontana della Puglia, vedi il Salento, di potere utilizzare anche l’alta capacità sia una battaglia di primaria importanza soprattutto perché consente alla Puglia e alla Basilicata di legarsi alle regioni che guardano all’Europa. La Basilicata vive la vicenda paradossale di Matera capitale della Cultura priva di collegamenti ferroviari degni di questo nome”. La Cisl crede sia importante l’operazione del presidente Emiliano di collegamento tra le regioni del Mezzogiorno, “infatti – osserva il Segretario – il nostro sindacato da tempo auspica il rafforzamento del dialogo aperto e forte tra le regioni della fascia Ionico-Adriatica (la cosiddetta Macroregione sulla quale sta spingendo l’UE) verso l’Europa, avvicinando a Puglia e Basilicata l’intero sistema produttivo del paese guardando al mercato internazionale più prossimo ai nostri confini. Insomma rafforzare la capacità di fare squadra delle regioni meridionali rispetto alle possibilità di crescita e di sviluppo”. Secondo Colecchia la ripresa economica di cui si parla in questi giorni è “solo annunciata e comunque nelle nostre regioni è ancora troppo ‘mini’. Anche i dati analizzati ieri dalla Confcommercio danno l’idea di un aumento dei consumi ma una platea di esercizi commerciali diminuiti di circa 40 mila unità sembra più vicina al concetto che la gente spende di più in meno negozi. Comunque lo sviluppo non si può attestare su crescite da prefisso telefonico e deve interessare tutti i settori, a partire dall’industria per la quale va sanato l’ormai non più sostenibile conflitto con i temi della sicurezza e della salute”. Il Segretario interregionale si è poi soffermato sul fenomeno del caporalato e sui lavoratori e lavoratici, numerose in agricoltura, che hanno perso la vita in questi ultimi mesi. “Si continua a morire sui campi – dice –. E la domanda corretta da porsi è se nell’ambito dei controlli e del sistema di sanzioni esistente, la Regione possa intervenire per cambiare le cose. La risposta è positiva, perché la Puglia ha già una legge sulla sicurezza sul lavoro (la numero 10 approvata a marzo del 2014 dopo una raccolta firme promossa dalla Cisl e votata all’unanimità dal Consiglio regionale), basterebbe applicarla nella parte in cui sono previsti gli aspetti premianti, o penalizzanti per le aziende non in regola alle quali vanno tolti o negati finanziamenti dei fondi strutturali. Ci chiediamo se la Regione abbia escluso dai contributi quelle aziende e se così non fosse è necessario velocizzarne la fase attuativa”. Sulle polemiche che stanno interessando la ricerca di idrocarburi nel Mar Adriatico Colecchia non ha dubbi: “più che partire dai ‘no’ a priori – conclude – sarebbe auspicabile guardare a quello che è possibile fare ed a ciò che è utile per il mare, le coste, l’ambiente. Atteso che è sicuramente contraddittorio difendere l’ambiente con atteggiamenti intellettuali o con mobilitazioni a termine, vista l’indifferenza verso l’inquinamento non controllato dei fiumi, di discariche a cielo aperto e di depuratori non funzionanti, il problema non può che essere affrontato, oltre ogni emotività, con la mente rivolta alla valorizzazione del mare e delle coste. Non ci pare di avere visto alcun progetto delle regioni interessate alle trivellazioni che riguardi la valorizzazione dell’economia blu e del suo indotto. La Cisl, quindi, chiede al Governo di promuovere una ‘Conferenza internazionale sul risanamento del mare’ all’interno della quale decidere, con tutti i Paesi che si affacciano sull’adriatico, azioni a favore di pesca ed attività collegate, di coste e di turismo, affrontando anche la vicenda delle fonti energetiche. Non è pensabile che al nostro senso di responsabilità si contrappongano le trivellazioni che sull’altra sponda