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Università, dalla Regione un milione di euro per i 60 precari

Sbloccati i fondi. I contratti del personale scadono il 31 dicembre, ma potranno essere rinnovati per un altro anno

Pubblicato in Lavoro Istruzione Sviluppo e Lavoro il 05/12/2013 da s.f.
Un piccolo sollievo. L’assessore regionale al diritto allo studio Alba Sasso ha annunciato lo stanziamento in bilancio di un milione di euro per salvare i precari dell’Università di Bari. Si tratta di una somma stanziata per l’intero sistema universitario pugliese che consentirà, per almeno un altro anno, di tenere a lavoro i 60 dipendenti del personale tecnico amministrativo il cui contratto scade il 31 dicembre. I precari hanno incontrato l’assessore nella sede del consiglio regionale di via Capruzzi. Presente anche il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. “Siamo riusciti miracolosamente a trovare i soldi” ha detto il governatore. 

I precari sono un po' più tranquilli ma continueranno a battersi per la stabilizzazione. Molti di loro lavorano da oltre dieci anni  e sempre con contratti rinnovati di anno in anno. “Siamo soddisfatti della risposta della Regione Puglia che ringraziamo - commenta Luca De Toma, portavoce del coordinamento dei precari dell’ateneo barese - ma la nostra battaglia continua per ottenere stabilizzazioni. 

Con la somma messa a bilancio dalla Regione Puglia è prevista anche l’assunzione di ricercatori. Nella seduta di ieri il Comitato Universitario di Coordinamento della Regione Puglia (CURC), ha  deliberato l’assegnazione di risorse per 9 posti di ricercatore a tempo determinato per le esigenze e il potenziamento della sede di Taranto del Politecnico. Ulteriori tre posti sono stati assegnati all'Università di Bari, sempre per la sede di Taranto.“Questi posti, insieme ad altri 17 di ricercatore a tempo determinato, rappresentano –spiega il rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio - una importante boccata di ossigeno e la possibilità di guardare al futuro  in maniera meno cupa, almeno per quanto riguarda la sostenibilità della nostra offerta didattica e il sostegno alle nostre attività di  ricerca".