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Comune di Bari, al via la terza fase del 'Cantieri di cittadinanza'

Sono stati siglati i primi 23 contratti che daranno il via alla formazione professionale presso le imprese che hanno dichiarato posizioni aperte disponibili

Pubblicato in Lavoro Sviluppo e Lavoro il 05/06/2015 da Redazione
È stata presentata oggi in conferenza stampa dalle assessore del Comune di Bari Paola Romano e Francesca Bottalico la terza fase dei Cantieri di cittadinanza attiva, la misura che consentirà a 400 cittadini disoccupati di accedere a un tirocinio formativo della durata di sei mesi con un contributo di 400 euro mensili stanziato dal Comune di Bari.
Dopo la ricerca delle aziende disponibili e la compilazione dell’elenco dei cittadini risultati idonei al bando emanato, in questi giorni sono stati siglati i primi 23 contratti che daranno il via alla formazione professionale presso le imprese che hanno dichiarato posizioni aperte disponibili.
Il progetto Cantieri di cittadinanza attiva prevede un pacchetto di misure di contrasto alla povertà destinate a soggetti in particolare stato di fragilità che hanno un reddito ISEE inferiore a 3.000 euro, possiedono la licenza media e appartengono ad una fascia d’età compresa tra i 30 e i 55 anni.
Presso gli uffici dei cinque municipi sono state raccolte 1316 richieste di partecipazione dei cittadini, così suddivise per municipio: 1° municipio 525, 2° municipio 220, 3° municipio 295, 4° municipio 178, 5° municipio 98.
Complessivamente sono 178 i colloqui effettuati finora, a fronte della disponibilità di 190 aziende che hanno offerto 770 posizioni attive per tirocini formativi.
“Di certo non risolveremo la questione occupazionale - ha esordito l’assessora alle Politiche del Lavoro Paola Romano - ma stiamo provando a smuovere le acque. Sappiamo bene che il Comune non può creare posti di lavoro ma abbiamo scelto ugualmente di prenderci le nostre responsabilità e provare a dare il nostro contributo su questo fronte. Questi primi contratti, siglati tra ieri e oggi, scaturiscono dai colloqui effettuati tra le aziende e i cittadini, in cui ovviamente il Comune non ha alcun ruolo se non quello di promotore dell’incontro stesso. Abbiamo messo a disposizione 800mila euro di fondi comunali, più altri 370mila euro provenienti da fondi europei, e abbiamo fatto in modo di creare un meccanismo per incrociare più facilmente la domanda e l’offerta di lavoro, senza entrare nel merito delle scelte dei profili dei lavoratori da reclutare, scelta che spetta soltanto alle imprese. Naturalmente i colloqui vanno avanti e nei prossimi mesi contiamo di coprire tutte le 400 posizioni disponibili. Tra i datori di lavoro ci sono tante piccole e medie imprese cittadine e qualche realtà della grande distribuzione. Ma l’aspetto forse più interessante sta nel fatto che si sono offerte anche parrocchie di Bari vecchia che hanno espresso la volontà estendere gli orari di apertura delle chiese oppure associazioni che hanno chiesto l’affidamento di beni pubblici, vedi il cortile aperto di San Cataldo, proprio per ottenere un aiuto concreto durante lo svolgimento di un servizio rivolto alla collettività. Tra i profili più ricercati vi sono addetti alle pulizie, magazzinieri, addetti al servizio mensa e custodi, ma non sono mancate richieste per addetti alla segreteria o addetti alle vendite. I rapporti di formazione professionale seguono i criteri previsti dalla legge regionale sul tirocinio formativo e avranno la supervisione costante del tavolo metropolitano del lavoro di cui fanno parte associazioni datoriali, istituzioni e sindacati. Ci auguriamo che gran parte dei tirocini possano trasformasi in veri e propri contratti di lavoro e di poter proseguire, anche insieme alla nuova amministrazione regionale, nel lavoro che stiamo conducendo con questi progetti per attivare forme di sostegno al reddito professionalizzanti e non meramente assistenziali”.
“Questa misura - ha sottolineato l’assessora al Welfare Francesca Bottalico - rientra in una più ampia strategia di inserimento socio-lavorativo e di inclusione sociale. La sfida più grande, costituita dalla condivisione della responsabilità nei confronti delle categorie più fragili della cittadinanza, è stata vinta perché abbiamo ricevuto risposte positive da più parti. Penso alle imprese sociali che accompagneranno molti cittadini in questo percorso e al lavoro proficuo fatto prima di tutto con i sindacati, che hanno voluto collaborare con noi sin dal primo momento. I Cantieri di cittadinanza rappresentano anche uno strumento valido per crescere non solo da un punto di vista professionale ma anche relazionale, nella speranza che durante questi mesi le persone coinvolte possano incrementare le proprie competenze in modo da poterle spendere in futuro e rientrare definitivamente nel circuito lavorativo”.
“Nel corso dei sei mesi - ha concluso il responsabile del procedimento Franco Lacarra - le attività saranno monitorate da un tutor aziendale e da uno appartenente all’ente promotore. Sarà effettuato un rapporto settimanale sull’andamento del tirocinio e tutto si svolgerà secondo quanto previsto dalla normativa regionale. Dispiace però riscontrare che stiamo avendo difficoltà con l’altro procedimento, quello finanziato con circa 300 mila euro di fondi europei e relativo ai cittadini di età compresa tra 45 e 64 anni, in quanto molti di loro non si presentano ai colloqui fissati con le aziende. Prevalentemente si tratta di persone che vengono regolarmente assistite dai nostri servizi sociali attraverso un sostegno economico”