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Promessi sposi, il pizzaiolo di fama mondiale Luciano Sorbillo ospite d’eccezione del Levante cake

Pubblicato in Enogastronomia il 27/10/2018 da Redazione

"Una apecar, un bravo pizzaiolo e tante pizze dolci e salate per gli invitati. Sarebbe una cosa simpatica e originale perché la pizza sta bene ovunque".

Immagina così l'ingresso di sua maestà la Regina Margherita nel mondo dei matrimoni Luciano Sorbillo, pizzaiolo napoletano di fama mondiale, ospite di "Promessi Sposi" oggi e domenica 28 ottobre. Sorbillo parteciperà al Levante cake, grande novità di quest’anno nell’ambito della rassegna dedicata al “giorno del sì”.

Nipote di Luigi e Caterina che nel 1935 aprirono una storica pizzeria di Napoli, tramandando il mestiere ai loro 21 figli. Una famiglia sinonimo di pizza. Lui fa parte della terza generazione. La quarta è già in divenire. Il padre di Luciano, Rodolfo, nel 1959 ha realizzato nel capoluogo partenopeo la prima pizza con cornicione ripieno di ricotta. Una pizza speciale che, degustata dai fratelli Agnelli dopo il 2 – 1 del Napoli sulla Juventus nella partita inaugurale dello stadio San Paolo, contribuì a rasserenare gli animi e a cancellare l’amaro in bocca dei torinesi.

Innumerevoli le storie e gli aneddoti sulla pizza tramandati di padre in figlio. Immancabile il ricordo del principe Antonio De Curtis, in arte Totò, che mangiava la pizza di Sorbillo piegata in quattro e seduto sul marciapiede.

“È un onore preparare la pizza napoletana con gli ingredienti pugliesi: avete un grano unico e la semola migliore del mondo. In ogni regione d’Italia abbiamo materie prime uniche da valorizzare. Per questo porto avanti una battaglia affinché la pizza venga regionalizzata". Sorbillo risponde alla tradizione e prepara ancora oggi la pizza con la risciola, grano antico usato per realizzare la prima pizza per la Regina Margherita, la pizza più famosa al mondo. Un patrimonio riconosciuto anche dall’Unesco che lo scorso anno ha annunciato l’inserimento dell’arte napoletana tra i patrimoni intangibili dell’umanità. “La pizza è un patrimonio tutto italiano che va tutelato sotto tutti i punti di vista”. Ed ecco che storce il naso al senitr parlare di pizza gourmet, parola ormai abusata in tutti gli ambiti culinari. Chiamano gourmet un'abitudine in realtà decennale: i clienti portavano in una busta gli ingredienti che volevano che noi aggiungessimo nella pizza, dalla salsiccia, al prosciutto – racconta -. Ciò che succede oggi, molto spesso si traduce in un prodotto che non mantiene il giusto equilibrio tra gli alimenti. Oltre al fatto che la pizza gourmet ha dei costi più alti e senza una reale ragione".



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