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Sommelier: a Bari un seminario esclusivo sul Tokaji, vino storico ungherese

L'incontro di approfondimento, rivolto non solo agli addetti ai lavori ma anche a coloro che intendono allargare le proprie conoscenze sui vini, punterà i riflettori sulle migliori cantine del territorio ungherese.

Pubblicato in Enogastronomia il 27/03/2019 da Redazione

Al Tokaji, vino dolce ungherese dalle antiche tradizioni, è dedicato il terzo appuntamento dei grandi eventi 2019 organizzati dalla delegazione Ais di Bari (Associazione Italiana Sommelier).

Sabato 30 marzo, alle 17,00, presso il Comando Scuole AM 3 Regione Aerea – Bari (Lungomare Nazario Sauro, 39) si terrà il seminario con degustazione “Tokaji: bellezze enoiche” guidato da Mariano Francesconi, presidente dell’ AIS Trentino, nonché docente di Analisi Enografiche e Territoriali nel Corso di Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche presso l’Università di Verona. Francesconi, tra i più profondi conoscitori di questa prestigiosa regione viticola, racconterà il territorio, le Tenute e le annate di questo vino elegante e raffinato.

Il Tokaji, uno dei più antichi e prestigiosi vini dolci del mondo, nasce dall’attacco all’uva della nobile muffa Botrytis Cinerea, che in condizioni particolari e favorevoli regala autentici gioielli enologici, ma in condizioni avverse si rivela un vero flagello per l’uva. La storia di questo vino è antichissima. Il Tokaji è legato alla nobiltà non solo per la muffa nobile, ma anche perché era il vino di moda tra l’aristocrazia europea, "Vinum Regum, Rex Vinorum", "Il Vino dei Re, il Re dei Vini" (Luigi XIV). Inoltre non mancava mai sulle tavole degli Zar di Russia e su quelle dei pontefici romani. Con una storia antica come quella della sua patria il Tokaj-Hegyalja, territorio con una vocazione millenaria per la vite, è oggi forse uno dei terroir più interessanti da seguire per i veri appassionati.

Il paesaggio delle coltivazioni della regione del vino Tokaji nel 2001 è diventato patrimonio dell’umanità. ll paesaggio culturale di Tokaj dimostra graficamente la lunga tradizione di produzione di vino in questa regione di basse colline e valli fluviali. Il modello intricato di vigneti, fattorie, villaggi e piccole città, con le loro storiche reti di cantine profonde, illustra ogni aspetto della produzione dei famosi vini Tokaj, la qualità e la gestione che è stata strettamente regolamentata per quasi tre secoli (UNESCO).

Attraverso cinque annate, 2006, 2007, 2010, 2011 e 2017, l’incontro di approfondimento, rivolto non solo agli addetti ai lavori ma anche a coloro che intendono allargare le proprie conoscenze sui vini, punterà i riflettori sulle migliori cantine del territorio ungherese.

 



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