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La Puglia ha il suo 'Manifesto del biologico'

Promosso dal CIBi e condiviso da 500 produttori, è stato presentato durante la Settimana del Bio

Pubblicato in Enogastronomia il 14/05/2014 da Redazione
Nasce il Manifesto del biologico pugliese: un documento ricco di proposte operative, consegnato alla Regione Puglia affinché lo adotti nel Programma di Sviluppo Rurale in vista della nuova Pac, per incrementare uno dei settori trainanti dell’agricoltura regionale. Promosso dal CIBi - Consorzio Italiano per il Biologico, il documento è stato condiviso dalla rete di circa 500 produttori che hanno preso parte agli incontri itineranti della Settimana di Bio in Puglia, iniziativa appena conclusa e organizzata da Unioncamere Puglia - partner della rete Enterprise Europe Network nell’ambito delle attività del Progetto BridgEconomies - con organizzazione tecnica del CIBi.
Tra le proposte del Manifesto: destinare almeno il 30% delle risorse in tutte le misure del PSR (non solo di quelle agro-ambientali) a favore delle aziende e filiere biologiche certificate; estendere a tutto il territorio pugliese i premi del biologico senza alcuna limitazione legate a zone o superifici minime; privilegiare con premialità e criteri di priorità le aziende bio e la costituzione di OP (Organizzazioni di Produttori) specializzate, in tutte le misure del PSR; incentivare i servizi di ricerca e assistenza tecnica per la creazione di un distretto agro-biologico pugliese.
“L’enorme diffusione dell’agricoltura biologica in Puglia - spiega il presidente del CIBi, Nino Paparella - con una superficie coltivata di 172.111 ettari (dati Sinab 2012) e 6.111 operatori economici controllati, di cui ben 462 ‘preparatori esclusivi’ ovvero di industrie agroalimentari biologiche che non beneficiano del sistema dei premi agro-ambientali eppure hanno scelto di produrre e vendere cibo prodotti bio. Un settore che genera un fatturato stimato di circa 500 milioni di euro, superiore al 20% dell’intera Plv (produzione lorda vendibile) agricola pugliese, con un beneficio di prezzo rispetto alle corrispondenti produzioni convenzionali di oltre il 20%, pari a circa 100 milioni di euro. Il bio dunque non può essere più considerato semplicemente una nicchia, ma si propone come elemento trainante di tutto il sistema agro-alimentare pugliese, perché è in grado di cogliere da un lato il bisogno di ‘disintossicazione’ ambientale e salutistico causato dall’impiego indiscriminato di fitofarmaci e concimi chimici, dall’altro di rispondere alla crescente domanda del mercato di cibo sempre più genuino ed eticamente corretto, anche legato a particolari stili alimentari, dal vegano al gluten free al crudista”.
Il Manifesto contiene inoltre proposte per la tutela di acqua, suolo e aria e per gli aspetti sociali legati all’agricoltura bio.
La terza edizione della Settimana del Bio, all’insegna del tema “Il Biologico tra nuova Pac e opportunità di mercato”, ha previsto un ciclo di cinque seminari itineranti per trasferire le novità della riforma sul biologico a tutti i soggetti del settore: organizzati in collaborazione con le cinque Camere di Commercio di Puglia e il Consorzio Puglia Natura, si sono tenuti negli enti camerali di Bari, Foggia Lecce, Taranto e all’IISS “Pantanelli” di Ostuni (Brindisi).
“Il manifesto del biologico pugliese è un traguardo di sistema per offrire ulteriori opportunità di crescita e sviluppo ad un comparto in grande espansione. E’ importante evidenziare che sia scaturito dalla settimana bio – dice il presidente di Unioncamere Puglia Alessandro Ambrosi – che è servita ad informare e preparare tutti gli attori del settore agricolo ai nuovi scenari della Politica Agricola Comune del futuro. L’applicazione dei recenti regolamenti CE relativi alla ‘nuova’ Pac e il nuovo regolamento in discussione presso l’Unione Europea in materia di controlli, con le sue novità rilevanti, richiede alle aziende un’attenzione particolare. Con i seminari abbiamo voluto dare il nostro contributo alla corretta informazione”.


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