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Vinitaly, exploit della Puglia. Coldiretti: 'I vini rosati pugliesi rappresentano il 40% della produzione nazionale'

Il direttore di Coldiretti, Angelo Corsetti: 'La Puglia vive il boom degli spumanti dove grande è la capacità di innovazione dei produttori'

Pubblicato in Enogastronomia il 12/04/2016 da Redazione

Al Vinitaly exploit della Puglia dei vini rosati che in 3 anni registrano un balzo record del + 122% (fonte UIV), rappresentando il 40% della produzione nazionale con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi 1 bottiglia su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese. Sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, in controtendenza rispetto al dato generale, secondo il quale negli ultimi 50 anni il consumo di vino è sceso da 70 litri pro capite all’anno a 36-37 litri e la media continua a scendere dell’1% annuo.

 

Dalle bollicine rosé di Cantine Botrugno di Brindisi, al rosè Brut di Cantele Vini di Guagnano, dal rosato 2015 di Vini Coppi a Turi, al Salento rosato IGT di Cantine Caradonna di Locorotondo, rappresentata al Vinitaly dalla giovane imprenditrice Marianna che ha organizzato, come presidente dell’Associazione Donne del Vino di Puglia, un laboratorio sensoriale e lanciato la innovativa iniziativa “Adotta una Vite”. I visitatori, tra un tasting e l’altro, potranno portare via con sé un pezzo di Puglia nel vero senso della parola. I presenti avranno, infatti, la possibilità di estrarre un coupon con l’indicazione per il ritiro di una Barbatella di Primitivo, Negroamaro, Susumaniello, Verdeca o Nero di Troia presso lo stand dell’azienda produttrice.

 

“Si stima che il vino offra durante l’anno opportunità di lavoro – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – ad un milione e duecentocinquantamila italiani tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi”. Le attività dell’indotto vanno dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (vinacce e raspi).

 

Inaspettatamente la Puglia vive il boom degli spumanti – ricorda il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti –  dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili”.

Secondo uno studio della Coldiretti la raccolta di un grappolo alimenta opportunità di lavoro in ben 18 settori: 1) agricoltura, 2) industria trasformazione, 3) commercio/ristorazione, 4) vetro per bicchieri e bottiglie, 5) lavorazione del sughero per tappi, 6) trasporti, 7) assicurazioni/credito/finanza, 8) accessori come cavatappi, sciabole e etilometri, 9) vivaismo, 10) imballaggi come etichette e cartoni, 11) ricerca/formazione/divulgazione, 12) enoturismo, 13) cosmetica, 14) benessere/salute con l’enoterapia, 15) editoria, 16) pubblicità, 17) informatica, 18) bioenergie.