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Bari, 53 tonnellate di grano estero arrivato al porto in una settimana. Coldiretti: 'Concorrenza sleale per il prodotto pugliese'

L'associazione richiede la 'etichettatura obbligatoria dell'origine per pane e pasta'. L'aidepi risponde: 'Sicurezza grano garantita da norme Ue e controlli'

Pubblicato in Enogastronomia il 03/02/2016 da Redazione

"Ha attraccato oggi alle 12,00 al porto di Bari un'altra nave carica di 5,6 tonnellate di grano. E' la quarta in una settimana per un quantitativo complessivo di grano sbarcato di 53mila tonnellate. Si tratta per l'ennesima volta di grano di cui non si conosce l'origine che causa una concorrenza sleale e il crollo dei prezzi del grano pugliese". A denunciarlo è il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, sottolineando che "è urgente l'etichettatura obbligatoria dell'origine per pane e pasta per evitare che prodotti fatti con materia prima importata vengano spacciati per italiani, a danno del comparto cerealicolo e dei consumatori ignari". "Non accettiamo che, a causa di fenomeni speculativi e distorsivi del mercato, - prosegue - il prodotto pugliese continui ad essere deprezzato e per questo daremo battaglia alla Borsa Merci di Foggia, uno dei riferimenti nazionali del comparto". 

“E' evidente - aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - la grave dipendenza del sistema industriale dall'estero. Risulta indispensabile ripristinare e mantenere la fiducia dei consumatori, incoraggiando il loro coinvolgimento nella politica di sicurezza alimentare, garantendo il monitoraggio e la trasparenza in tutta la filiera alimentare e il maggior grado possibile di conoscibilita' delle caratteristiche essenziali dei prodotti, al fine di consentire loro di effettuare delle scelte di acquisto pienamente consapevoli basate su una completa informazione in merito alle caratteristiche dei prodotti".

Sulla vicenda è intervenuta anche Aidepi, l’associazione delle industrie della pasta, rispondendo alle accuse di Coldiretti: “Sorprende che si insinuino dubbi sulla qualità e sulla tracciabilità del grano in arrivo al porto di Bari per sostenere battaglie ideologiche sull'indicazione in etichetta dell'origine delle materie prime, mettendo in dubbio in un sol colpo il sistema di controllo europeo e nazionale sulle merci importate, la trasparenza delle aziende pastarie italiane che operano anche da centinaia di anni sul territorio e la qualità della pasta che ogni giorno portiamo sulle tavole di tutto il mondo".

La sicurezza del grano, sottolinea Aidepi, "è garantita dalla normativa Ue, da costanti controlli delle autorità italiane, notoriamente tra le più attente ed efficienti in Europa e da numerosissimi controlli delle aziende pastaie che, da sempre, con la loro esperienza, hanno imparato a selezionare le migliori materie prime, sia italiane che estere, per assicurare alla pasta i più elevati standard qualitativi che rendono questo prodotto il made in Italy per eccellenza".   Secondo Aidepi, "collegare l'importazione di grano fenomeni a distorsivi della concorrenza, è strumentale e demagogico" perché "si insiste spesso nel voler dimenticare che la produzione di grano italiano non è sufficiente a soddisfare i volumi di pasta prodotti in Italia, essendo noto che dobbiamo approvvigionarci all'estero nella misura del 30% - 40% a seconda delle annate".