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'Mai più sante, solo donne', la Regione Puglia contro la violenza sulle donne: 'Pronti 11 milioni di euro in tre anni'

Sono 1.570 le donne che nell’anno 2016 si sono rivolte ai centri antiviolenza pugliesi, nel 70% dei casi spontaneamente e con una percentuale di denunce pari al 51%.

Pubblicato in Donne il 24/11/2017 da Alessandra Rizzi

Sono 1.570 le donne che nell’anno 2016 si sono rivolte ai centri antiviolenza pugliesi, nel 70% dei casi spontaneamente e con una percentuale di denunce pari al 51%. Nell’81% dei casi l’autore della violenza è il partner o l’ex partner e la violenza prevalente è quella fisica (il 45,4%). Sempre nel 2016 sono ben 150 le vittime di violenza che sono state inserite nelle case rifugio e 140 i minori che le hanno seguite. Ma il dato più significativo è che la mancanza di lavoro, o un lavoro precario, è un problema per molte delle donne che subiscono violenza: sono ben il 50% del totale le disoccupate cui si aggiunge il 21,5 % delle precarie. A dimostrazione, questo, che la mancanza di autonomia e indipendenza economica rappresenta un forte ostacolo per le donne che subiscono violenza per avviare un percorso e denunciare. Questi i dati presentati alla conferenza stampa sulle nuove Linee programmatiche che definiscono le priorità, gli obiettivi e le risorse finanziarie del nuovo Piano triennale 2018-2020 di contrasto alla violenza di genere e alla quale hanno partecipato il Presidente della Regione Michele Emiliano, la Dirigente del Dipartimento promozione della saluta, benessere sociale e sport per tutti Francesca Zampano e la consigliera del presidente per l’attuazione del programma Titti De Simone.

 

“Nel nuovo piano della Regione Puglia per il contrasto alla violenza sulle donne, noi dovremmo lavorare anche sugli uomini. Ovviamente il piano 2018/2020 che investirà 11 milioni di euro in tre anni, è un piano che prima di tutto viene fatto per difendere le donne, quindi allargare la rete dei centri antiviolenza, portare il numero da 25 a 40, in modo che chiamando il numero antiviolenza 1522, qualunque donna in qualsiasi momento possa ottenere consigli, indicazioni e supporto. Parallelamente stiamo strutturando dei percorsi a favore delle donne che possano consentire una difesa piena con l’acquisizione di tutti gli elementi di prova. Ma questo ripeto è la difesa, l’attacco è lavorare sugli uomini. La violenza sulle donne è un problema che riguarda principalmente noi uomini”- ha dichiarato il presidente Michele Emiliano- “eppure spesso lo dimentichiamo, avendo così una responsabilità enorme. Con questo piano triennale abbiamo più che raddoppiato le risorse a disposizione ma non basta. Dobbiamo lavorare sugli uomini, dobbiamo lavorare sulla responsabilizzazione della comunità tutta, dobbiamo ricordare che tutti siamo nati da una donna e solo per questo è assolutamente innaturale pensare di poterne colpire una”

 

“Questa di oggi è una giornata della concretezza- ha dichiarato la consigliera De Simone-. Una giornata nella quale raccontiamo ciò che la sinergia tra pubblico e privato ha realizzato e realizzerà nei prossimi anni su un tema così complesso e doloroso come la violenza di genere. Il Piano triennale della Regione di contrasto alla violenza sarà integrato perché vede il coinvolgimento di diversi comparti dell’amministrazione regionale, ma soprattutto sarà partecipato e aperto ai contributi di tutti coloro che quotidianamente operano per contrastare la violenza. Per contrastare un fenomeno così grave ci vogliono competenze, servizi e bisogna rafforzare la rete territoriale. Ma soprattutto dobbiamo puntare sull’empowerment della donna. Solo l’autonomia economica rende una donna più forte e capace di avviare un percorso. Ecco perché stiamo lavorando perché un filone della misura del Reddito di dignità sia dedicato esclusivamente alle vittime di violenza. Dobbiamo dare alle donne la possibilità di un inserimento lavorativo o di formazione e renderle libere di andare avanti da sole”.

 

Il piano triennale, che prevede una dotazione finanziaria di 11 milioni di euro, prevede interventi integrati con le politiche di sviluppo economico, del lavoro e della formazione e si sviluppa su due assi strategici di intervento: la prevenzione e la protezione. “Dobbiamo lavorare nell’ottica di un vero cambiamento culturale, con il coinvolgimento delle scuole e delle Università mettendo in atto interventi finalizzati ad educare, sensibilizzare e combattere ogni forma di discriminazione eliminando vecchi stereotipi legati ai ruoli di genere”- ha commentato la Zampano. “E dobbiamo lavorare nell’ottica del potenziamento dei servizi, delle strutture in rete. Solo se le donne si sentono protette e seguite hanno il coraggio di andare avanti nel percorso di affrancamento dalla violenza”.

 

Attualmente nel territorio pugliese operano 25 centri antiviolenza e 10 case rifugio e un presidio antiviolenza è presente in ben 44 Ambiti territoriali. L’obiettivo del Paino triennale è rendere ancor più capillare e diffusa la presenza dei servizi in tutto il territorio regionale. Le donne devono sapere di potersi rivolgere e affidare a servizi territoriali competenti in tutta la regione, di poter chiamare il 1522- numero verde nazionale dedicato al contrasto della violenza di genere- e di poter essere indirizzate a un servizio vicino e competente.

 

Emiliano ha poi rassicurato la platea circa la possibile depenalizzazione del reato di stalking.
“Ho chiamato in diretta il ministro della Giustizia Andrea Orlando – ha concluso Emiliano – e lui mi ha rassicurato. Il reato, anche di stalking lieve, non sarà depenalizzato. E questa è una bella notizia”.

 

Nel corso della conferenza stampa è stata anche presentata la campagna di comunicazione antiviolenza della Regione Puglia, con spot radio, accompagnati dalla voce di Lucia Annibali (anche lei vittima di violenza, giovane avvocatessa sfregiata con l’acido nel 2013), e con manifesti per divulgare il numero verde antiviolenza 1522 che da quest’anno è collegato direttamente con tutti i servizi antiviolenza della Puglia (centri antiviolenza e case rifugio).



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