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MyTutela, ecco l'app che raccoglie sms e telefonate per aiutare le vittime di abusi

L'app custodisce i dati per la vittima e per le forze dell'ordine proteggendoli anche nei casi in cui il cellulare venga danneggiato o perso

Pubblicato in Donne il 23/11/2018 da Alessandra Rizzi

Accorciare la distanza tra l’essere vittima di violenza, stalking o bullismo, e l’essere vittima consapevole che ha la forza di denunciare e viene quindi tutelata dalle forze dell’ordine. È questo l’obiettivo dell’app MyTutela, uno strumento tecnologico e innovativo a supporto delle vittime di violenza o di qualsiasi reato commesso tramite smartphone, presentato in conferenza stampa alla presenza dell’assessora al welfare del Comune Francesca Bottalico, del Presidente Nazionale e del coordinatore nazionale Mede@ Alberto Paolini e Daniele Natalizia, dal responsabile nazionale Enti locali delegato all’apertura di sportelli istituzionali Francesco Longobardi, dal Chief Executive Officer di My Tutela Marco Calonzi, dal responsabile provinciale di Bari conduzione sportelli Francesco Papeo e dalla responsabile settore legale Mede@ Raffaella Longobardi.

 

 

“Questa è la prima presentazione nazionale dell’app My Tutela e vogliamo partire da Bari per tutto il lavoro che il Comune sta realizzando sul tema della non violenza”- ha dichiarato Francesco Longobardi. “Oltre le leggi serve avere degli strumenti capaci di aiutare nei casi di violenza e di bullismo e questa app nasce esattamente a questo scopo”.

 

L’app My Tutela è uno strumento innovativo volto a supportare le associazioni anti violenza nel percorso di “presa in carico” della vittima. Il funzionamento è semplicissimo: dopo essersi registrati, si inseriscono uno o più numeri dai quali si subiscono atti di stalking o violenza sotto forma di messaggi, foto, video, telefonate. Questi dati vengono scaricati sul cloud del server- nel totale rispetto del regolamento sulla privacy quindi- e, se necessario, stampati sotto forma di report costituendo così una prova, valida a tutti gli effetti, da presentare in fase di denuncia e processo.

 

“Oggi è una giornata molto importante per tutte le realtà che lavorano su questi temi, per i tanti cittadini e cittadine che costantemente sono vittime di violenza o stalking”- ha dichiarato l’assessora Bottalico. “perché presentiamo uno strumento davvero utile e innovativo per contrastare questi fenomeni. È vero che noi lavoriamo molto sul fronte culturale sensibilizzando, ma è anche vero che abbiamo bisogno di strumenti pratici capaci di registrare telefonate o messaggi che poi possono costituire una prova. La paura di gran parte delle donne e dei minori vittime di violenza è di non essere creduti. Con questa app, finalmente la prova di quello che si denuncia c’è”.

 

L’app ovviamente non si sostituisce alle indagini ma rappresenta un supporto utile per le forze dell’ordine perché da queste prove, certificate nell’origine e provenienza, possono partire per poi intervenire.

 

“Questa app nasce dopo tanti anni di lavoro con donne vittime di violenza che hanno fatto emergere una necessità per superare la paura di denunciare: avere delle prove considerate attendibili- ha spiegato Marco Calonzi. “Spesso i racconti fatti erano confusi e contradditori, ma soprattutto non c’erano prove accertate. Con questa app, finalmente, le donne vittime di violenza ma anche i minori che subiscono atti di bullismo, avranno uno strumento, facile da usare, per poter concretamente avvalorare le violenze subite con delle prove certe. I dati infatti che vengono registrati sul server non vengono persi neanche in caso di rottura o perdita del cellulare”.

 

L’app My Tutela è messa a disposizione di tutte le associazioni, di tutti gli operatori, psicologi, avvocati e volontari impegnati quotidianamente ad aiutare le vittime di abusi e violenze. La prima ad averla adottata è l’Associazione Medea che l’ha messa a disposizione di tutti gli utenti che si rivolgono ai loro sportelli. Sull’app è possibile poi inserire anche un numero da contattare in caso di emergenza.

 

Il prossimo passo, con l’ausilio di un’intelligenza artificiale davvero intelligente, è l’implementazione dell’analisi dei testi che le vittime ricevono sul cellulare. A seconda del linguaggio utilizzato infatti, ad esempio in caso di minacce di morte, con un sistema molto avanzato e ancora in fase di studio si potrà fare un’analisi testuale e, in caso di linguaggio considerato pericoloso, si riceverà un avviso che metterà in guardia la vittima del potenziale pericolo rappresentato dall’autore di quei messaggi.

 

L’app My Tutela è già scaricabile su Android, a breve lo sarà anche su apple, ed è completamente gratuita.



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