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Bari, manifestazione in piazza per chiedere il ritiro del DDL Pillon: 'Sulle nostre vite decidiamo noi'

Il 10 novembre un sit-in nel quartiere Madonnella per parlare con la cittadinanza della riforma delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori

Pubblicato in Donne il 08/11/2018 da Redazione

A Bari, a partire dalle ore 17 di sabato, il Comitato No Pillon Puglia si riunirà in piazza Carabellese, nel quartiere Madonnella, per manifestare e parlare con la cittadinanza della riforma delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori.


Il movimento delle donne, i centri antiviolenza, l’associazionismo democratico, tante realtà della società civile da subito si sono espressi contro il Disegno di legge Pillon. È una proposta intrisa di violenza che ci porta indietro di 50 anni: non vogliamo discuterla o emendarla, la respingiamo senza condizioni.


Se il DdL Pillon sarà approvato la libertà di scelta sarà per tutte e tutti fortemente limitata
, in particolare per coloro che vivono in una situazione di dipendenza economica o di ricatto, condizione ancora più pesante per le donne migranti il cui permesso di soggiorno è legato a quello dei mariti. Una legge che pesa, quindi, sulle spalle delle madri sole a rischio povertà (circa un milione), delle donne disoccupate(al Sud sono il 21,9%, salgono al 55,3% nella fascia tra i 15 e i 24 anni), delle donne vittime di violenza fisica o sessuale (il 51,4% delle donne separate o divorziate): tutte queste donne vedranno il percorso di separazione inasprito da barriere economiche, ingerenze sul loro libero arbitrio e ostacoli burocratici che impediranno l’allontanamento dall’uomo violento.



Diciamo NO alla mediazione obbligatoria e all’imposizione di tempi paritari

La proposta di legge, non favorirà una condivisione della cura in base alle possibilità e ai desideri di entrambi i genitori, ma imporrà una rigida spartizione del tempo da passare con figli e figlie, che dovranno sottostare al «piano genitoriale» redatto dal «coordinatore familiare». A bambini e bambine non viene riconosciuta alcuna possibilità di scelta. Sarà più difficile e costoso separarsi e bisognerà rispettare il contratto sottoscritto a seguito della mediazione familiare che è obbligatoria e a pagamento per entrambi.

 

Diciamo NO al mantenimento diretto

L’assegno di mantenimento verrà abolito: chi si trova in una situazione di maggiore povertà – quasi sempre le donne – sarà sottoposta a un vero e proprio ricatto economico, se vorrà separarsi dovrà farlo senza la certezza di un sostegno sufficiente. Questa è una tremenda arma nei casi di violenza familiare.

 

Diciamo NO al piano genitoriale e al concetto di alienazione parentale

Finché la violenza domestica non è «comprovata» davanti a un giudice bambini e bambine saranno costretti a vivere con il padre violento; una donna che denuncia la violenza subita dal marito sarà facilmente sospettata di manipolare i figli contro il padre, rischiando di perdere la «responsabilità genitoriale».

 

SIGLE E SINGOLI ADERENTI

https://www.facebook.com/notes/comitato-no-ddl-pillon-puglia/aderenti-al-comitato-nopillon-bari/480715565785074/

 

PETIZIONE

https://www.change.org/p/il-ddl-pillon-su-separazione-e-affido-va-ritirato-giuseppeconteit-luigidimaio-alfonsobonafede-matteosalvinimi



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