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Taranto e "Marta", il suo nuovo museo archeologico

Riconsegnata alla città la struttura dopo sei anni di parziale apertura

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 25/12/2013 da Redazione

E’ tornato alla sua Taranto il Museo nazionale archeologico. Per i visitatori c’è in serbo un viaggio a ritroso nel tempo per ritrovare i fasti di Taranto capitale della Magna Grecia, della stagione della città romana, tardoantica e altomedievale sino all'XI secolo dopo Cristo.

Tredici anni dopo la sua chiusura per restauro, e all'indomani di una riapertura solo parziale avvenuta nel 2007, il Marta, così è stato ribattezzato il Museo, attraverso l'orecchiabile acronimo, è tornato al suo pubblico con il completamento definitivo del primo piano.

Marta è dunque un museo ex novo, reinventato nell'architettura espositiva e arricchito di nuovi reperti mai visti prima a Taranto. Fra le novità, il cratere a mascheroni del pittore di Baltimora che, a suo tempo trafugato e finito al Paul Getty Museum di Malibu. Non era mai stato esposto prima in Italia, se non a Roma, a Castel Sant'Angelo. Importante è anche la ricostruzione di un grande sarcofago risalente all'età imperiale romana. Era ridotto in frammenti che furono rinvenuti nella città vecchia nel mezzo di una discarica di materiale edilizio. Imponente sotto il profilo scultoreo, vi è rappresentata la scena di una battaglia navale.

Per completare l’opera però il Marta attende il completamento del suo secondo piano: la tabella di marcia dei lavori, già in corso, indica la consegna entro la fine del 2014.