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L'artista barese Vito Signorile festeggia 50 anni di attività artistica: tre spettacoli tra musica e tradizione popolare (VIDEO)

Si comincia il 3 ottobre con 'Dante sui sagrati', poi l'intramontabile spettacolo 'Ragù' e la raccolta di poesie sull'amore 'So Tender so disperate'

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 29/09/2015 da Giuseppe Bellino
“Sono tra quelli che caparbiamente non ha voluto emigrare, e dopo 50 anni voglio restituire una piccola parte del mio percorso artistico alla città di Bari”. Sono queste le parole con cui Vito Signorile, storico artista e attore teatrale barese, ha aperto la presentazione della festa che lo vedrà protagonista nelle piazze del capoluogo pugliese per festeggiare i suoi 50 anni di attività artistica. La celebrazione partirà in concomitanza con l’avvio della prima stagione dei Teatri di bari, dei quali Signorile è direttore artistico. Il percorso si articolerà tra teatro, musica e tradizione popolare, mettendo in evidenza la poliedricità dell’artista barese. Tre sono le tappe principali della festa: si comincia sabato 3 ottobre alle ore 20.00 con lo spettacolo “Dante sui sagrati”. Signorile leggerà quattro canti dell’Inferno di Dante Alighieri in lunga originale e nella traduzione in dialetto barese di Gaetano Savelli, con il musicista Pino Petrella alla ghironda e altri strumenti medievali. Immancabile lo spettacolo “Ragù”, che con oltre 1600 repliche è entrato nel cuore di tutti i baresi. La perfomance di Signorile si terrà in piazza S. Maria, tra le colonne di Bari vecchia, nel mese di ottobre. È prevista anche una replica per i detenuti nel carcere di Bari.
Per concludere andrà in scena lo spettacolo “So tender so disperate”, un insieme di poesie e racconti sull’amore da Ovidio a Shakespeare, passando per Dante e Federico Gàrcia Lorca. L’artista barese si esibirà al fianco di danzatori, un violinista e hostess in abito da sera con distribuzione di rose alle signore.
“Mi esibirò nella piazza della città vecchia – conclude Signorile – per regalare uno spettacolo teatrale anche a chi va meno spesso a teatro”.