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Bari, la corsa al salvataggio dei piccoli angoli di fede nella città vecchia

Le edicole votive del borgo antico candidate al censimento italiano de i Luoghi del Cuore, una campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 29/08/2020 da Gianluigi Columbo

Bari è un museo a cielo aperto. L'opportunità di continuare il percorso di crescita culturale ormai già intrapreso dalla nostra città da diversi anni, è stata pienamente colta dalla delegazione del FAI (Fondo Ambiente Italiano) di Bari candidando le edicole votive di Bari vecchia alla decima edizione del censimento italiano de i Luoghi del Cuore, il più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio che permette ai cittadini di segnalare al FAI i luoghi da non dimenticare. Con oltre 37.000 luoghi votati in tutta Italia, seppur di diversa natura (parchi, borghi, siti archeologici ecc.) 7 milioni di voti raccolti solo fino al 2018 e 119 progetti a favore di luoghi d’arte e natura finora sostenuti in 19 regioni d’Italia, in comune questi luoghi hanno l’amore e il senso di protezione che i cittadini a loro rivolgono.

Ed è proprio attraverso quell’amore che solo i cittadini nutrono verso questi luoghi, altrimenti dimenticati, che si potrebbe ottenere un restauro degli stessi. Come? Votando, entro il 15 dicembre 2020, per le edicole votive di Bari vecchia al seguente link: https://fondoambiente.it/luoghi/edicole-votive-bari?ldc  

 

Nelle giornate di 26 e 27 giugno 2020, una parte delle vie labirintiche del borgo antico è diventata luogo di scoperta e meraviglia proprio in occasione delle giornate FAI all’aperto, ideate per garantire le visite in totale sicurezza osservando tutte le norme vigenti in merito all’emergenza Covid-19 senza rinunciare al piacere della conoscenza.

Infatti, la delegazione barese ha deciso di far conoscere meglio al pubblico, tramite esperti narratori, sei edicole votive dedicate a santi e Madonne. Tra queste, alcune meritano particolare attenzione. La prima, corrispondente alla tappa iniziale del percorso, è situata presso la Corte Cavallerizza, luogo dove nel '700 risiedevano i gendarmi iberici durante l'occupazione spagnola. L'opera è stata realizzata proprio nel XVIII secolo ed è la più antica fra i sei monumenti che si sono potuti ammirare in questi due giorni. L'edicola raffigura la Madonna col Bambino tra i Santi Nicola ed Antonio e il suo autore è tutt'oggi anonimo. In questa effige emerge immediatamente come la Madonna a mezzo busto sia grande quanto le intere figure dei due santi, nel rispetto dell'iconografia medievale dove l'importanza del soggetto rappresentato era suggerita dal gioco delle dimensioni, incurante dei canoni della prospettiva sviluppati solo nel Rinascimento. Da questo particolare può cogliersi di riflesso l'importanza della Vergine e la conseguente devozione di tutta la città vecchia per Maria, alla quale sono dedicate la maggior parte delle 240 edicole votive censite nel borgo antico. Ma vi è di più. Quest'opera è collocata presso “l'arco delle masciare” (in italiano, l'arco delle streghe), luogo dove, secondo la leggenda, si radunavano le fattucchiere per praticare i loro riti occulti. È incredibile come a Bari Vecchia sacro e profano si intreccino, dando vita a un gioco di emozioni contrastanti: speranza e terrore.

Un'altra suggestiva edicola votiva, nell'elenco del percorso programmato dal FAI, è quella dedicata alla Madonna dell'Odegitria (protettrice della via), opera del Maestro barese Michele Montrone. Si tratta della rappresentazione della Vergine che più di frequente si rinviene trai vicoli del quartiere San Nicola. Infatti, questa Madonna, soprattutto per i baresi di qualche generazione fa, è la protettrice della città a pari merito col ben più noto San Nicola. Il monumento è situato presso la suggestiva Corte Carducci: alzando il capo verso la volta che sovrasta l'opera, ci si stupisce per come i devoti abbiano omaggiato la loro patrona, dipingendole intorno stelle su sfondo celeste. Sembra quasi un'affascinante ricostruzione dei soffitti delle antiche mastabe egizie (sepolcri antecedenti alle ben più note piramidi), spesso raffiguranti vivaci cieli azzurri.

La Madonna dell'Odegitria però non è la sola ad essere venerata nella città vecchia. Durante il percorso, si sono potute ammirare due edicole dedicate allo stesso soggetto. Tra le due, una è del tutto particolare per diversi motivi. Presso Strada Tresca è collocata la Madonna Addolorata, apparentemente simile a quella situata in Corte Pavone. La differenza è dovuta a diversi particolari, il primo dei quali di carattere “formale”. L'opera di Strada Tresca si discosta dalla tradizione perché è stata realizzata in gesso, e non su tavola, come erano invece soliti fare l'artista Michele Montrone e il suo allievo, Vito Dentamaro, noti maestri della tecnica ad olio su rame. Questa è una delle pochissime edicole votive di Bari Vecchia ad avere dei committenti conosciuti ed una data certa. Infatti, sotto il piccolo monumento, vi è una targa di marmo recante il nome della nota famiglia Cippone e il giorno preciso della sua realizzazione: il sei agosto 1954.  Colpisce un particolare curioso: i capelli apposti sul capo della statua sono veri, probabilmente donati da un membro della famiglia Cippone per ricevere una grazia o come corrispettivo per un miracolo ricevuto.

Lungo il succitato percorso per i vicoli di Bari Vecchia, il narratore Michele Fanelli ha spiegato il nesso tra una radicata usanza del quartiere San Nicola e la squadra di calcio del Bari. Infatti, il noto stemma sportivo, raffigurante il galletto, è un omaggio ad un'antica tradizione: sino alla prima metà del '900, nelle case del borgo antico, si allevavano le galline sui balconi, in modo da sfamare i bambini con le uova, poiché in molte abitazioni i viveri scarseggiavano. Questi animali poi venivano utilizzati per condire il brodo durante la festa dell'Immacolata Concezione, l'otto dicembre, come da tradizione a Bari. 

Dunque, le giornate FAI all’aperto che la delegazione di Bari ha dedicato ai tesori nascosti di Bari vecchia hanno permesso ai partecipanti di soddisfare tante curiosità e di toccare con mano la storia della propria città. Il merito della conservazione di tutte le edicole votive visitate, e non solo, spetta esclusivamente ai cittadini del borgo antico, i quali ogni giorno si occupano della pulizia e della illuminazione di queste autentiche opere d'arte, ricorrendo persino ad allacciamenti alla rete elettrica domestica.

Votando per le edicole votive di Bari vecchia sarà forse possibile tutelare e proteggere una tradizione ormai millenaria ed in via di estinzione, affinché un domani, quando non ci saranno più le vecchie generazioni, tali beni non vengano lasciati al proprio destino.

Questi piccoli monumenti sono importanti non solo da un punto di vista meramente culturale ma, ancora oggi, da una prospettiva cultuale. Infatti, molti cittadini ancora sussurrano, chiedono consigli, miracoli e grazie a questi santi, che da centinaia di anni ascoltano i problemi ed i sogni di tante generazioni. Sarebbe bello permettere loro di udire e dare speranza anche alle donne e agli uomini di domani. Più voti saranno raccolti, più sarà possibile per le nostre opere scalare la graduatoria del censimento de i Luoghi del Cuore, in modo da beneficiare di fondi appositamente costituiti affinché un domani questi manufatti ci appaiano ancora come magnifici templi romani, senza condividerne il degrado.

Oggi abbiamo il potere di salvare i simboli della cultura locale, attraverso potenti mezzi che fino a pochi anni fa erano impensabili. Sarebbe un vero peccato non approfittarne.

Il tempo di salvare la cultura è adesso.