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La Puglia nei castelli e l'autrice rimasta 'senza parole'

Lettera aperta di Patrizia Rossini sulla 'disorganizzazione' della rassegna

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 29/07/2014 da Patrizia Rossini
La presentazione di un libro comporta un impegno da parte dell’autore, dell’editore, del giornalista che deve leggerlo, studiarlo, preparare la batteria di domande da fare. Comporta l’organizzazione della giornata in un certo modo, soprattutto se è estate, magari devi spostare anche la partenza per le vacanze…
Bene, ieri 26 luglio ero stata invitata dall’organizzazione La Puglia nei castelli, a presentare il mio ultimo libro nel castello di Mola di Bari. Serata afosa, tanto traffico. Organizzo tutta la giornata, di sabato, per essere lì prima delle 20,00. Il traffico per arrivare, la difficoltà di trovare parcheggio. Mi carico il roll up, la scatola di scarpe rosse che avremmo posto sul tavolo come simbolo della violenza sulle donne. Lascio la macchina al porto e vado a piedi, di corsa, carica, verso il castello. La porta dell’ingresso che solitamente viene aperta per le presentazioni era chiusa. Chiedo informazioni e mi dicono che si deve entrare dall’altro lato. Nel frattempo incontro il giornalista che si è impegnato a presentare il libro. Un ragazzo dell’organizzazione ci accompagna dalla parte opposta a quella in cui eravamo e noi lo seguiamo, accaldati, avvolti da quell’umido che ieri copriva tutto. Ci facciamo largo tra la gente che assisteva all’esibizione di un gruppo di sbandieratori. Aspettiamo che finiscano ed entriamo nel castello. Nel frattempo erano le 20,10. Con quel caldo, in una serata estiva, mentre la gente si accalcava nell’anfiteatro in attesa dell’esibizione di una commedia in vernacolo che avrebbe avuto luogo a seguire, dopo la presentazione del libro, noi veniamo fatti accomodare in una stanza chiusa del castello, con le finestre oscurate. Montiamo il roll up, sistemiamo le scarpe rosse. Non c’era nessuno. Dopo un po’ arriva la responsabile del castello alla quale chiedo se fosse possibile spostare la presentazione fuori, magari nello spazio destinato alla commedia. La signora non sa nulla, dice che devo parlare con gli organizzatori. Ma dove sono? Si passano voce e dopo un bel po’arriva un signore che mi dice di aspettare, avrebbe risolto il problema. Nel frattempo usciamo, arriva anche l’editrice. Erano le 8,40. In netto ritardo rispetto all’ora stabilita. Nessuno entrava, del resto non c’era neanche un cartello di riferimento. L’editrice prova a chiamare il responsabile dell’organizzazione, quel signore che mi aveva detto di aspettare che avrebbe risolto tutto, squilla ma non risponde. Alle 21,00 stanchi e irritati per l’attesa, la disorganizzazione, la mancanza di rispetto, andiamo via. Ripercorro la stessa strada fatta all’andata, con il caldo e carica di scatola di scarpe, roll up…
Ora mi chiedo: può un’associazione o chi per essa proporre alla Regione un progetto culturale, La Puglia nei castelli, avere l’approvazione e quindi il finanziamento e organizzare il tutto in questo modo? Possiamo permettere noi cittadini di vedere i nostri soldi utilizzati in maniera così superficiale e maldestra? Possiamo accettare che nessuno controlli la buona riuscita di questo progetto? In nove anni di presentazioni dei miei libri ( e non sono state poche), non è mai accaduta una cosa simile.
Io sono ancora senza parole.