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Oscar De Summa, Tina Tempesta e i Musicanti di Brema: ecco il weekend di Teatri di Bari

Il Teatro Kismet ospiterà il monologo candidato al premio UBU 2015 e ambientato nella Bari degli anni '80

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 27/11/2015 da Redazione

Sabato 28 novembre alle 21.00 al Teatro Kismet “Stasera sono in vena” di e con Oscar De Summa (info 080.5797667/www.teatridibari.it); mentre al Teatro Abeliano, sabato 28 alle 21.00 e domenica 29 alle 18.00 lo spettacolo “Mai stata sul cammello?” di Aldo Nicolaj, regia di Vito Signorile con Tina Tempesta, Antonella Genga e Stefania Bove (per info 080.5427678/www.teatridibari.it). 

 

Domenica 29 alle 18.00 al Kismet per la stagione ragazzi lo spettacolo “I musicanti di Brema” della compagnia Catalyst.

 

 

 

Candidato al Premio UBU 2015 come migliore novità, il monologo di De Summa Stasera sono in vena è ambientato in Puglia negli anni Ottanta, quando i boss della mafia e della ‘ndrangheta arrestati venivano mandati in carcere a Brindisi e da qui, scoperta l’assenza di un’organizzazione criminale “in loco”, dettero vita alla Sacra Corona Unita. 

Primo atto fu inondare il mercato del divertimento di eroina. 

Il racconto è allora quello di un ragazzo che ha già dato per acquisito che quello è quello che si fa e cioè drogarsi. Ma grazie all’intercessione di una ragazza, un angelo venuto da Zurigo, gli si affaccia nella vita che c’è una possibilità di riscatto, che si può essere padroni della propria vita, che non è proprio obbligatorio dover soccombere allo stato delle cose imposto dalla tradizione. 

A proposito del suo lavoro, De Summa spiega: “un racconto semplice, ironico in tutta la prima parte, ma un ironia amara, che racconta di una di quelle estati “che non ci si può scordare”, tra amici, con questa ragazza venuta dall’estero, che anima le relazioni; dove, a parte passeggiare in macchina, a parte farsi le canne, non si fa niente! Un Niente che dilania e ci spinge verso abissi da cui non c’è più ritorno.

 

Io sono qui! Sono vivo!Dopo aver passato una stagione all'inferno, dopo aver attraversato la bruttura che cambia le linee del volto, le rende dure e sinonimo di dolore. Il dolore che si nasconde in ogni piega del corpo, il dolore che detta le azioni da compiere proprio per sottrarsi a quel dolore. Un dolore fisico prima di tutto, un dolore che conforta e ci distrae da un dolore ancora più grande, quello della nostra anima, quello del nostro spirito che non trova collocazione nella società. Quello del nostro sentirsi sempre inadeguati, fuori luogo.

Stasera sono In vena è uno spettacolo ironico e amaro al tempo stesso, in cui racconto parte della mia adolescenza  in Puglia, negli anni Ottanta: sono gli anni in cui si è formata la Sacra Corona Unita, organizzazione che ha allargato i suoi settori di investimento scoprendo che il disagio umano è una delle cose che in assoluto rendono di più sul mercato. 

Un racconto semplice sul piano-sequenza di una terra che decide di cambiare direzione, di appropriarsi del proprio male. Si sorride delle vicende del protagonista dall'inizio alla fine, tranne che in alcune fratture che interrompono la narrazione, ci ricordano che quello di cui stiamo parlando è vero, è già successo, e buttano una luce sinistra sulla situazione di oggi: il mercato delle droghe performative, come la cocaina, genera introiti che superano il Pil di alcune nazioni come la Spagna o la stessa Italia”.

 

Autore di alcune delle commedie entrate nella storia della drammaturgia italiana, Aldo Nicolaj è l’autore protagonista del prossimo week end al Teatro Abeliano, dove la stessa compagnia Gruppo Abeliano presenta il suo “Mai stata sul cammello?”.

 

Olga è una vecchia signora novantenne, arzilla, intraprendente, che non dimostra l’età che ha, a cui piace mangiare dolci, giocare, tornando indietro nel tempo, e la vittima preferita dei suoi giochi è la figlia, alla quale poco concede in fatto di vita privata. Ad Elsa rimprovera di non essere riuscita a costruirsi una vita decente, di essere invecchiata troppo presto e di non saper sfruttare le occasioni che le si propongono; in più non le risparmia ogni sorta di umiliazioni.

 

Tra le due s’inserisce Iris, giovane domestica tuttofare fanatica di telenovelas, la quale riesce nel mediare tra i loro opposti caratteri, ottenendo le rispettive confidenze. Risalta il contrasto e la competizione di una energica novantenne ed una figlia succube che incerta si muove tra il senso di colpa, l'obbligo morale ed il desiderio di libertà. Il tema della commedia (difficoltà di rapporti tra vecchi e giovani) è certamente universale, ma ai nostri giorni è diventato ancora più attuale con l'allungamento della vita.

 

Aldo Nicolaj (1920-2004), si è dedicato alla scrittura teatrale fin dagli Anni ‘40. Le sue commedie descrivono con sferzante ironia i piccoli drammi dell'animo umano. Le sue opere sono state tradotte e rappresentate all’estero, soprattutto in Francia e in Russia, dove Aldo Nicolaj ha raggiunto una notorietà forse maggiore che in patria. Particolarmente versatile e fecondo, esordì con opere di impegno sociale osteggiate dalla censura dell'epoca.

Nelle sue commedie, molto rappresentate all’estero (in Russia, per esempio, “Classe di ferro” e “Farfalla... farfalla” sono considerate quasi dei classici e vengono continuamente rappresentate), seppe sperimentare diversi stili, passando con disinvoltura dal simbolismo al neorealismo, dal surrealismo al teatro dell'assurdo. Le commedie di Nicolaj sono caratterizzate da una critica ironica del modo di vivere contemporaneo, attraverso la descrizione della classe borghese e piccolo-borghese colta nella sua vita quotidiana.

 

Diretto da Riccardo Rombi, I musicanti di Brema sono i Camillocromo ovvero Alberto Becucci (fisarmonica), Enrico Chiarini (clarinetto), Francesco Masi (tromba), Rodolfo Sarli (trombone), Gabriele Stoppa (batteria), Francesca Taranto (basso) e lo stesso Rombi.

 

C’era una volta un vecchio asino che aveva lavorato sodo per tutta la vita. Ormai stanco non sopportava più i lavori pesanti e per questo il suo padrone aveva deciso di relegarlo in un angolo della stalla ad aspettare la morte. L’asino però non voleva trascorrere così gli ultimi anni della sua vita, decise allora di andarsene a Brema e per strada incontrò un cane, un gatto e un gallo….…Ma i quattro animali a Brema non arrivarono mai. Fin qui i fratelli Grimm. In questa storia invece i musicanti riescono a raggiungere Brema e irrompono nel teatro d’Opera, dove uno scorbutico Direttore d’orchestra sta aspettando i suoi musicisti per andare in scena.  Sul palco del Teatro d’Opera l’improbabile disciplina austro ungarica si scontra con la multietnica follia animalesca in un continuo altalenare di istinti vitali e geometrie classicheggianti. Raccontando in modo fantastico il nostro presente e i nostri possibili futuri, questo viaggio musicale pizzica le corde della follia alla riscoperta dei più elementari valori della convivenza civile. Una delle favole più amate dai “bambini” portata sulla scena, diventa lo spunto per una lettura/rilettura della Storia, dei conflitti e delle armonie che la segnano, filtrati attraverso gli occhi umanizzati dei suoi protagonisti. In questo pittoresco racconto, sempre in bilico tra la farsa e il sogno, la musica, vera protagonista, diventa veicolo di picaresche avventure attraverso luoghi immaginari in compagnia di personaggi fantastici.