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Expo 2015: grande successo per il progetto dedicato ai Grifoni di Ascoli Satriano (VIDEO)

Appartenenti ad un corredo funerario daunio del IV secolo a.C., ancora policromo, i Grifoni furono probabilmente rinvenuti e trafugati tra il 1976 e il 1977

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 27/08/2015 da Redazione
La loro storia è degna di una sceneggiatura, tanto da essersi meritati la copertina del libro di Jason Felch and Ralph Frammolino, Chasing Aphrodite, arrivato al premio Pulitzer, che racconta degli acquisti illeciti dei musei del mondo. Sono i Grifoni di Ascoli Satriano, protagonisti, mercoledì 26 agosto alle 20.30, dello spettacolo teatrale “Mistero, Mito e Poesia - Poetica da Saffo a Euripide” con Michele Placido e Ambra Angiolini

Un omaggio al simbolo della terra natia del regista, attore e sceneggiatore che, nell’Auditorium di Palazzo Italia completamente esaurito in ogni ordine di posto, ha interpretato brani scelti di Saffo, ripercorrendo il mito tra storia e leggenda, paesaggi e liriche di amore, eroi e dei.

Accanto a Michele Placido, Ambra Angiolini che ha letto la più famosa tragedia greca al femminile, la tormentata storia di una donna ripudiata e vendicativa, barbara e infanticida per amore: la Medea di Euripide.

Lo spettacolo è stato preceduto da un incontro organizzato dal Comune di Ascoli Satriano e dedicato al prezioso Trapezophoros, “sostegno di mensa” in marmo dipinto del IV sec a.C. con i due animali mitologici che azzannano una cerva, unico heritage archeologico che rappresenta l’Italia all’Esposizione Universale, oggetto di un progetto strategico sostenuto dalla Regione Puglia.

Appartenenti ad un corredo funerario daunio del IV secolo a.C., ancora policromo, i Grifoni furono probabilmente rinvenuti e trafugati tra il 1976 e il 1977, per poi essere venduti illecitamente, dopo una serie di passaggi, al Getty Museum (California). Una battaglia vinta dalla forza della cultura, tanto da essere stati recuperati dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio e del Ministero dei Beni culturali e restituiti alla loro terra. Un’opera d’arte che dopo Expo ritornerà ad Ascoli Satriano, entrando nell’immaginario collettivo e universale come sinonimo di italianità, bellezza, arte e cultura, soggetto narrante di un Mezzogiorno crocevia di culture e culla di civiltà.


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