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Alla Triennale di Milano una mostra sull’arte italiana: presente opera pugliese firmata Luigi Presicce

'Santo Stefano, i coriandoli, le pietre', questo il titolo, era tra le cinque presentate da artisti internazionali nel più grande “Carnaval visual art”

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 25/11/2015 da Redazione

C’è della Puglia alla Triennale di Milano. Oggi s’inaugura la grande mostra sull’arte italiana e tra le opere anche una performance made in Puglia (26 novembre-6 marzo. Martedì e domenica. 10.30/20.30. Lunedì chiuso).

Da Putignano, una produzione nata in casa Teatro Pubblico Pugliese sostenuta dallo strategico ICE, un progetto che ha voluto curare molte azioni artistiche tra cui la Taranta e il Medimex, così come specifiche sul teatro (anche un laboratorio di critica giornalistica).

L’opera, la performance, è firmata da Luigi Presicce ed è stata selezionata in una foto versione XL dal curatore della esposizione milanese “Ennesima. Una mostra di sette mostre sull'arte italiana”, Vincenzo De Bellis (anche lui pugliese, anche lui da Putignano).

“Santo Stefano, i coriandoli, le pietre”, questo il titolo, era tra le cinque presentate da artisti internazionali nel più grande “Carnaval visual art” un contenitore, un “matrimonio morganatico”, tra Arte contemporanea e Carnevale. A cura di Giusy Caroppo, con il coordinamento scientifico della Fondazione Museo Pino Pascali.

Azione realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con il Comune di Putignano e la Fondazione del Carnevale nell'ambito appunto del progetto strategico ICE - Innovation, Culture and Creativity for a New Economy, finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Grecia-Italia 2007/2013. Capofila il Settore Turismo della Regione Puglia.

Gli artisti avevano affrontato, nel loro percorso creativo, tematiche inerenti al tema dell’identità e della maschera tramite modalità di ricerca e produzione che afferiscono all’arte relazionale e a tematiche socio-politiche.

Luigi Presicce, lo ricordiamo, aveva presentato l’opera ora a Milano  il  29 maggio scorso nella la Chiesa di Santo Stefano a Putignano. Una performance per un solo spettatore alla volta, accompagnato, “Santo Stefano, i coriandoli, le pietre”. E’ ispirata a quello che viene considerato il primo martirio della storia: la lapidazione di Santo Stefano, figura mistica cui è legata la nascita di uno dei carnevali più antichi del mondo, quello di Putignano in Puglia.  Qui, alla fine del (1300) Trecento, alcuni contadini intenti a innestare le piante di vite si unirono festanti al corteo dei Cavalieri di Malta che, provenienti dalla città di Monopoli, traslavano le reliquie di Santo Stefano al fine di proteggerle dagli attacchi dei saraceni. All’ispirazione del tableau vivant concorre l’iconografia di “Autoritratto con maschere”, opera del 1899 dell’artista espressionista belga James Ensor. Si distinguono, dunque, la figura del Santo (per tradizione rappresentato con alcune pietre conficcate in testa) e ad ampliare la teatralità e la visione prospettica della scena, un gruppo di anziani contadini mascherati, posizionati su un carro, che rimandando a loro volta a “L'albero di Guernica”, pellicola di Fernando Harrabal in cui il regista si serve di colte citazioni dalla pittura spagnola e nordica.

 

 

 

Triennale, questo il link

http://www.triennale.org/it/mostre/future/4224-ennesima#.VlL00WQvfMB

 



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