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Agis, Grassi su FUS: 'Primo importante segnale di attenzione dalla Regione Puglia per le imprese teatrali pugliesi'

'Mi auguro sia possibile riaprire a breve i termini per i contributi al teatro e allo spettacolo dal vivo affinché si scongiuri la grave perdita del valore artistico espresso'

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 24/09/2015 da Redazione
In occasione del prossimo Consiglio regionale convocato per martedì 29 settembre che tra i vari argomenti all’ordine del giorno prevede anche l"Intervento urgente a favore delle Compagnie di prosa e dello spettacolo dal vivo pugliesi estromesse dai contributi FUS”, interviene Carmelo Grassi, Presidente dell’Agis di Puglia e Basilicata.
“Ringrazio il Presidente Emiliano, l’Assessore alla Cultura Liviano e i consiglieri Pisicchio, Pentassuglia, Di Bari, Romano, Vizzino, Blasi, Bozzetti, per aver colto tempestivamente le nostre istanze perché altrimenti si rischierebbe di far disperdere un importante patrimonio culturale del nostro territorio. Il Decreto Ministeriale del 1 luglio 2014 sui nuovi criteri e modalità per l’erogazione, l’anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo ha sicuramente introdotto una inversione di rotta importante nel prevedere nuovi criteri di sostegno alle progettualità espresse dagli organismi di spettacolo, ponendo il più possibile al centro della valutazione delle commissioni ministeriali le progettualità espresse sia in termini quantitativi che strettamente qualitativi.
Non può però esprimersi giudizio del tutto positivo per quel che riguarda l’applicazione del decreto stesso per il nostro territorio, la Puglia, che ha registrato certamente conseguenze positive nel settore della prosa, come la nascita di una nuova realtà importante qual è il teatro di rilevante interesse culturale grazie alla fusione delle storiche realtà del Kismet e dell’Abeliano in un unico soggetto di produzione teatrale, la conferma di moltissime progettualità importanti sul territorio con in alcuni casi piccole decurtazioni o piccoli aumenti, l’ingresso nel Fus di nuove realtà ma già affermate da tempo sul territorio, ma allo stesso tempo purtroppo l’inaspettata penalizzazione di altri soggetti di spettacolo non ammessi al sostegno del Fondo Unico Spettacolo per il triennio 2014-2017, alcuni dei quali con alle spalle decenni di riconoscimento ministeriale e di qualificato impegno”.
“Mi auguro sia possibile”, conclude Grassi, “ riaprire a breve i termini per i contributi al teatro e allo spettacolo dal vivo affinché si scongiuri la grave perdita, per il nostro territorio in termini di impresa e occupazione, di pubblico di riferimento e ovviamente del valore artistico espresso. Le risposte immediate e l’attenzione delle istituzioni in tal senso ci fanno ben sperare”.