Sabato, 11 Luglio 2020 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

'Il libro possibile' ha presentato 'Episodi', rassegna di incontri culturali nelle Grotte di Castellana

Tra gli argomenti affrontati diritti delle donne, costruzione della pace e della convivenza, la solitudine ai tempi dei social network.

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 22/06/2015 da Redazione
L’associazione “Il libro possibile” ha organizzato una rassegna di incontro culturali chiamata “Episodi”. Tre gli appuntamenti organizzati con altrettanti ospiti illustri: il filosofo e psicanalista prof. Umberto Galimberti, il filosofo e politico italiano Massimo Cacciari e l’avvocata iraniana e vincitrice del premio Nobel per la Pace 2003, Shirin Ebadi.
Il primo incontro della rassegna è andato in scena il 19 maggio. Il prof. Galimberti ha dato vita ad un dibattito intitolato “L’uomo nell’età della tecnica”, riprendendo questione del rapporto tra Internet e la comunicazione face to face, provando a capire che tipo di comunità possa emergere da questa socialità 2.0 e soprattutto quali ripercussioni abbia sulla costruzione dell’identità e della stessa libertà.
Il filosofo e politico italiano, il professore Massimo Cacciari, giovedì 4 giugno è stato il secondo ospite della rassegna “Il libro possibile, Episodi” con un incontro dal titolo: “Sfide Globali e politica italiana”. L’Europa rischia di diventare terreno di un vero e proprio scontro di civiltà. I massicci flussi migratori e la convivenza all’interno di società multi e inter-culturali rappresentano la sfida principale delle politiche europee rispetto al futuro. Di fronte a questa sfida, che si presenta sempre più drammatica e conflittuale, l’Italia, anche per la sua posizione geografica in prima linea nell’accoglienza, manifesta, più di altri Paesi europei, grande difficoltà. Tale difficoltà sembra coincidere con l’incapacità della sua classe politica a produrre un atteggiamento e risposte che risultino efficaci, costruttive e secondo una prospettiva di lungo termine. Consapevoli che quando la storia diventa tragica si fa molta fatica a ragionare, ci sembra, invece, necessario provare a farlo volgendo lo sguardo alle stesse dinamiche della vita politica italiana e al suo modo di elaborare proposte su sfide da cui dipenderà il futuro del Paese e dell’Europa.

A concludere la rassegna è stata il premio Nobel per la Pace, Shirin Ebadi per la prima volta in Puglia, per una conferenza sul tema "Il ruolo delle donne nella costruzione della pace". L’intervento della scrittrice iraniana si inquadra in un percorso che vede la cultura pugliese attenta agli scenari globali e, in particolare, ai diritti umani e delle donne.
Nell’anno 2000 il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha emanato la risoluzione 1325, approvata all’unanimità, il cui tema è donne, pace e sicurezza (adottata il 31 ottobre 2001). Nelle intenzioni essa rappresenta una promessa importante alle donne di tutto il mondo: riafferma l’importanza del loro ruolo nella prevenzione e risoluzione dei conflitti e nei processi di costruzione della pace; sostiene l’importanza della loro piena partecipazione e uguale coinvolgimento negli sforzi di costruzione di un modello di sicurezza inclusivo. La risoluzione 1325 è espressione dell’impegno degli Stati a considerare l’impatto che la guerra ha sulle donne che vivono nelle zone di conflitto e post conflitto, riconoscendo loro un fondamentale ruolo nella mediazione a livello politico e militare, per la costruzione della pace nonché nella prevenzione e nel contrasto della violenza, in particolare quella in ragione dell’identità di genere. Le donne sono sistematicamente messe da parte nella creazione e sviluppo dei sistemi di sicurezza; continuano ad essere percepite come vittime, più che come attori del sistema pur essendo, nei fatti, sempre più spesso protagoniste ed attiviste.
La seconda edizione di “Episodi” ha avuto un unico filo conduttore e ponendol’attenzione sui principali temi affrontati ogni giorno dai media e dalla politica italiana e internazionale. Diritti delle donne, costruzione della pace e della convivenza, la solitudine ai tempi dei social network: sono solamente alcuni spunti dai quali è partita la riflessione e il confronto assieme agli ospiti e al pubblico delle Grotte di Castellana, in provincia di Bari. Vinicio Capossela, durante la sua esibizione nella prima edizione ha affermato che “Nelle grotte siamo al riparo dalla dittatura dell’attualità.”.