Giovedì, 28 Maggio 2020 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Bari, rimandato il festival delle mani bianche. Gli organizzatori: 'Massima attenzione sui fenomeni mafiosi in questa fase'

L'evento. che avrebbe dovuto coinvolgere gli studenti nella data in cui ricorre l'anniversario della strage di Capaci, è stato posticipato a causa dell'emergenza Coronavirus

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 22/05/2020 da Redazione
Giovanni Gentile e Barbara Grilli, ideatori del Festival delle mani bianche


L a prima edizione del Festival delle Mani Bianche inizialmente programmata a marzo e poi posticipata in questo weekend di maggio, in cui ricorre la data significativa della strage di Capaci (23 maggio 1992), sarà ulteriormente posticipata, a data da definire, a causa delle restrizioni legate all'emergenza sanitaria in atto in questi mesi.

Il Festival delle Mani Bianche è ideato dal Collettivo Teatro Prisma e organizzato dallo stesso collettivo in collaborazione con Spazio 13 per dar vita a un esperimento, con l'aiuto di aziende coraggiose, di denuncia civile e informazione culturale attraverso il teatro, attraverso convegni e presentazioni di libri e coinvolgendo la cittadinanza con giornalisti, magistrati, scrittori e artisti che da sempre gridano e denunciano. Per informare, per ritrovarsi tutti dal lato della legalità, per combattere, per essere e per fare Resistenza.

In questi giorni di emergenza e di commemorazioni è ancora più importante far sentire la propria voce contro le mafie come dichiarano gli ideatori del Festival: Giovanni Gentile e Barbara Grilli fondatori del Collettivo Teatro Prisma: "Purtroppo siamo stati costretti a rimandare per la seconda volta il Festival delle Mani Bianche. L'emergenza ha costretti tutti a rivedere le proprie vite e anche noi ci siamo dovuti piegare a una cosa più grande. Ma il progetto è vivo, vitale, stiamo continuando a prepararci meticolosamente per quando potremo di nuovo abbracciarci, divertirci insieme, ragionare insieme, discutere. Mai come in questo momento la città di Bari e la Puglia tutta hanno bisogno di tirare le fila, di concentrarsi sui fenomeni mafiosi che adesso, come non mai, possono svilupparsi in tutta la loro virulenza".

"I commercianti sono in affanno, manca la liquidità, le banche, checché se ne dica, chiudono sempre più i cordoni delle borse - continua la nota - Rimangono le mafie le uniche organizzazioni in possesso di grandi quantità di capitali liquidi, gente senza scrupoli che in questo momento farà affari d'oro, entrando in società con chi è in difficoltà o ricapitalizzando aziende fino a ieri floride o squadre di calcio. Siamo ad un svolta pericolosa: o reggiamo il colpo o saremo sommersi da denaro sporco. Ed è proprio per questo che il Festival vogliamo assolutamente farlo, per spiegare ai ragazzi delle scuole che è più giusto dire no a quella che può sembrare loro all'inizio una vita più facile, ma che poi finisce o in galera o con un colpo in testa. Abbiamo la necessità di creare un presidio di giustizia svincolato da quelle istituzioni che troppo spesso si chiudono in un mutismo troppo rumoroso rispetto a questi argomenti". 

Quando si parla di mafie spesso la nostra mente va alle stragi come quella di Capaci di cui proprio in questi giorni, il 23 maggio, ricorre il ventottesimo anniversario, si pensa ad una criminalità organizzata siciliana combattuta da giudici eroici ai quali, a suo tempo, l'Italia delegò la responsabilità di combattere per noi anche a costo della vita.

Tanto tempo è passato da allora ma le mafie non sono sparite. Hanno abbandonato la strategia stragista e si sono infiltrate nel tessuto sociale, limitando la vita di ciascuno per questo è importante riflettere e tenere alta l'attenzione anche e soprattutto in momenti di crisi come questi, continua la compagnia guidata da Gentile e Grilli da anni impegnata in un teatro di forte impatto civile: "Le mafie non sono sconfitte, a Bari, in Puglia e in tutto il mondo. Hanno solo cambiato vestiti o sono diventate più furbe e più sotterranee. La Puglia ha bisogno del Festival e il Festival ha bisogno dei pugliesi".