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'Un paese ci vuole', a Cursi la restituzione della residenza artistica di Guendalina Salini

Il lavoro artistico che ha dato il via alle attività del Parco senza Confini è arrivato al momento della restituzione insieme alla comunità di Cursi

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 22/02/2019 da Redazione

Cursi un paese tranquillo del sud Italia, un tempo stazione di posta, un luogo di passaggio, apparentemente poco abitato, oggi scenario di un progetto che continua a dare i suoi frutti. In occasione dell’apertura ufficiale del Progetto Parco senza Confini, si è svolta una delle primissime residenze artistiche dal titolo “Come unità” a cura di Guendalina Salini.

L’artista ha creato una rete annodando a mano fili colorati con gli abitanti del borgo, la rete è intesa come un dispositivo che serve a tracciare legami, relazioni e intrecci e così, la Salini è riuscita a sviluppare una storia che da locale è diventata universale, da banale poetica, evidenziando come siamo tutti in relazione e come, un vuoto apparente come le cave in disuso, possa essere culla d'immaginario e origine di architetture e sogni migrati altrove, dove anche la pietra più dura può diventare polvere e perdersi in una nuvola di pulviscolo sottile.

Nel corso del lavoro artistico-performativo sono state scattate immagini ed è stato prodotto un lavoro video frutto dell'incontro con la comunità. Il video si intitola "Un paese ci vuole", citando Pavese e il suo romanzo "La luna e i falò" e sarà presentato e proiettato durante la restituzione prevista per il 23 febbraio a Cursi in Piazza Pio XII alle ore 18:00. Alla stessa ora si terrà anche l'inaugurazione del centro visite di Palazzo De Donno, durante la quale saranno presentati i percorsi del Parco Senza Confini, infine si svolgerà la consegna degli attestati del Corso di formazione per operatori Ecomuseali.