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Claudio Abbado e il tempo della musica "sospeso tra le sue dita"

Il ricordo della soprano Maria Grazia Pani

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 22/01/2014 da Maria Grazia Pani

La Musica ha perso uno dei suoi Figli più fedeli. Claudio Abbado, poeta del suono, dirigerà ora la musica delle sfere celesti. Il Maestro, che accordava l’orchestra ed il cuore del pubblico all’unisono, e li faceva pulsare in un unico battito in cui si udiva la Musica inudibile dall’orecchio. Gesto asciutto senza compiacimenti, sguardo severo senza finzioni, braccia aperte senza paura. Una vita consacrata alla musica come più alta espressione di spiritualità. Musica come balsamo e medicina, musica come linguaggio che fa cader i muri- anche quello di Berlino-, musica che riesce perfino a piantare nuovi alberi a Milano, musica che si scuote la polvere antica del teatro per andare in fabbrica. Musica che spezza vecchie abitudini, musica che fa la rivoluzione, per andare sempre fino in fondo alla ricerca della verità.

La sua mano sinistra reggeva l’invisibile, fino all’ultima vibrazione. La giovinezza e la vecchiaia del suo volto non mutava la prorompente forza della vita e la profonda consapevolezza del dolore e della sofferenza: dalla sua casa bombardata durante la guerra alla lotta contro il tumore.

Da Milano a Vienna, da Berlino a Londra le platee assorte ascoltavano rapite, immerse in maree sonore turbinose, ondeggianti tra lucidità e raccolta follia.

Il Maestro raggiungeva uno stato di grazia, come dice Martha Argerich, fatto non soltanto di ispirazione, ma soprattutto di studio serio, continuo, appassionato e di concentrazione altissima, perfetta. E dalla materia fatta di carta, pentagrammi, note, inchiostro, parole - interiorizzata al punto da essere in grado di dirigere sempre a memoria - si sollevava in volo. Beethoven, Verdi, Mahler, Brahms, fino a Brukner, Berio, Schoenberg  e Berg. Attraverso una redenzione che è trasformazione (Wagner) e sentendo in ogni fibra del corpo la tempesta sonora di Tchaikovsky. 

Il tempo sospeso tra le sue dita  della mano sinistra come a voler fermare quell’attimo fuggente in cui lo spirito si era finalmente innalzato fino ad intuire quell’inspiegabile essenza, quasi divina quasi un battito d’ali, di un angelo seduto accanto sulla balaustra di un palco.

 “Ogni cosa ha un’anima eterna e soltanto nella musica si dispiega l’infinito” scriveva Whitman. E per il bambino che in tempo di guerra aveva un solo paio di scarpe da dividere a turno con il fratello, quella musica è stata la ricchezza più grande che ha condiviso con tutti quelli che hanno potuto ascoltarlo.


L'ultimo saluto al Maestro Abbado si terrà domani a Bologna in forma strettamente privata. La famiglia ha chiesto, "nel rispetto del pensiero di Claudio, di non inviare fiori e necrologi, ma di esprimere il proprio ricordo con donazioni". In una nota vengono forniti i riferimenti del centro di ematologia oncologia pedriatica Bologna (IBAN IT 87 E 0200802474000103019755 CODICE BIC UNCRITMM) e della Casa Circondariale Dozza-Giovanni Nicolini, (IBANIT78 W063 8536 7900 7400 0048 43S coordinata bancaria internazionale BIC CRBOIT2B).