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'Il Diritto all’Ascolto', il maestro Ezio Bosso incontra gli avvocati baresi

Venerdì sera nel Teatro Petruzzelli il maestro dirigerà l’Orchestra della Città Metropolitana di Bari per un concerto a sostegno dell’Educazione musicale a Scuola

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 21/11/2018 da Terry Marinuzzi

Il Maestro Bosso è un musicista: è un compositore, un pianista, un direttore d’orchestra;

Il Maestro Bosso è un intellettuale raffinato: interroga di sovente i filosofi greci, cita Nietzche e gli aforismi di Beethoven;

Il Maestro Bosso è un disabile: è un uomo da anni costretto all’immobilità che per spostarsi nel mondo ha bisogno di una sedia, una sedia a rotelle.

Eppure Ezio Bosso “danza”: danza quando ti parla con un filo di voce, quando dirige con maestria potente le “nostre” orchestre, quando guardandoti, sommessamente, ti sorride e sussurrando ti dice: “io ci sono, e ti ascolto”.

 

Questa mattina in un’ “Aula Consiliare” gremita presso il Tribunale della nostra città Ezio Bosso ha tenuto una Lectio Magistralis per conto dell’Ordine degli Avvocati di Bari sul tema “Il Diritto all’Ascolto”: un’iniziativa inserita nel più generale progetto “MusicaLex” teso a creare un inedito connubio fra la pratica musicale e quella forense perché Musica e Legge non possono prescindere, entrambe, da una pratica “attiva” dell’Ascolto.

Venerdì sera nel Teatro Petruzzelli Ezio Bosso dirigerà l’Orchestra della Città Metropolitana di Bari per un concerto a sostegno dell’Educazione musicale a Scuola; con i proventi infatti ricavati dalla vendita dei biglietti l’Ordine degli Avvocati acquisterà strumenti musicali che verranno poi donati alle Scuole Secondarie di Primo grado “Amedeo D’Aosta” e “Nicola Zingarelli” dove da anni sono attivi corsi ad indirizzo musicale.

“L’Ascolto può essere pericoloso perché è fragile; lo riteniamo una pratica secondaria, in un certo senso ce ne difendiamo perché ci mette in discussione mettendo in luce le nostre debolezze”.

Così ha esordito il Maestro sorridente che ci ha parlato con incedere lento portandoci nel significato più profondo delle parole, raccontandocene il ritmo e la melodia.

Ecco allora che l’invito fatto è quello di trovare il modo di valorizzare ogni strumento dell’orchestra, di cercare il senso nell’azione di ciascuno, di fare emergere il talento del primo violino e di trovare anche il coraggio di rallentare affinché nessuno resti indietro.

La riflessione allora più importante è proprio quella intorno alle ragioni del Silenzio: “dobbiamo fare attenzione ed ascoltare soprattutto i silenzi perché il silenzio è Tensione e la tensione è la più importante manifestazione dell’Amore”.

Non c’è Musica allora senza “esercizio della disciplina dell’ascolto” che è innanzitutto “attenzione primaria agli ultimi” (“sono loro il vento che faranno diventare quattordici violini musica che suona all’unisono”, ci è stato detto).

Questa mattina nell’incontro “storico” con un Musicista così eclettico ed originale abbiamo provato una grandissima commozione: abbiamo ascoltato un invito autentico alla Fiducia perché “non esiste l’ultima nota, è da lì che inizia la nota di un altro”.

Sento che la Lezione più importante che ci lascia Ezio Bosso oggi è che ognuno per come può è chiamato a “fare Musica” perché in questa grande Arte c’è spazio per i primi e per gli ultimi, per i rapidi e per i lenti, per i grandi e per i piccoli.

Per Tutte e per Tutti NOI.

 

 



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