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Taranto, il reparto di Oncoematologia pediatrica intitolato a Nadia Toffa

L'ex 'Iena' era diventata cittadina onoraria di Taranto per le sue inchieste sull'inquinamento ambientale e le sue battaglie al fianco dei bambini malati di cancro e

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 20/12/2019 da Redazione

Nadia Toffa era diventata cittadina onoraria di Taranto per le sue inchieste sull'inquinamento ambientale e le sue battaglie al fianco dei bambini malati di cancro ed oggi a lei è stato intitolato il reparto di Oncoematologia pediatrica dell'ospedale "SS. Annunziata". 
    Nadia era stata testimonial della campagna di vendita solidale delle magliette con la scritta 'Ie jesche pacce pe te' (io esco pazzo per te) ideata dagli amici del Mini Bar del rione Tamburi attraverso la quale fu raccolta la somma di 527mila euro servita anche per l'assunzione di una pediatra.

"Nadia è stata fondamentale per fare in modo che la vicenda di Taranto fosse conosciuta nel resto d'Italia: bisogna seguire il suo esempio – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - . L'apertura di questo reparto - ha detto Emiliano - è una promessa mantenuta nei confronti dei genitori tarantini. Lo abbiamo realizzato anche con i soldi della raccolta delle magliette, non perché la Asl non li avesse, ma perché attraverso quel gesto di donazione e partecipazione la nascita del reparto ha assunto un significato diverso, più alto. In questa maniera è diventato parte di una comunità ed aprirlo così è stato un gesto di fondamentale importanza per smuoverla e ricucirla. Perché Taranto ha bisogno di essere ricucita e oggi siamo sicuramente più uniti".

"Non ci accontentiamo – ha aggiunto - solo di migliorare i servizi degli ospedali, noi dobbiamo chiudere le fonti inquinanti. Nadia Toffa ha cominciato da lì, ha capito che servivano un attacco e una difesa, ha raccontato la reale situazione di Taranto spiegando che i dati epidemiologici sono superiori alla media regionale, qui si muore di più che in altri luoghi, molti italiani ancora lo ignorano. Unire nord e sud nella verità, come ha fatto lei, non è cosa semplice. Nadia è stata una giornalista con la G maiuscola, non una benefattrice. Sono ancora tutti là i suoi servizi. Basta rivederli e studiarli. Nadia era per noi non solo un guerriero ma un garante. Questo garante non è morto. Il garante Nadia Toffa è vivo. Le sue parole sono lì. Ognuno di noi si dovrà confrontare vita natural durante con quelle parole. Quando giro per l'Italia mi chiedono: ma perché sei contro l'Ilva? Io devo guardare in faccia i genitori di quei bambini malati e dire cosa dobbiamo fare. Margherita, la mamma di Nadia, con la sua fondazione potrà darci una mano in questa operazione verità, altrimenti ci diranno ancora che danneggiamo l'economia nazionale". 

 Erano presenti alla cerimonia anche i genitori, Michele e Margherita, e i familiari di Nadia Toffa.

 "Voleva dar voce alle persone che non avevano voce - ha detto la mamma di Nadia Toffa, la signora Margherita - quando Ignazio dai Tamburi le ha fatto vedere quella maglietta lei se l'è indossata subito e miracolosamente è riuscita a raccogliere un sacco di soldi, è riuscita a far aprire quel reparto che permetteva ai bambini di non correre a Bari o a Roma per potersi curare. Oggi questo reparto verrà intitolato a lei per merito di Alessandra Marotta che ha raccolto quasi 100 mila firme e per merito del presidente Emiliano. La mia Nadia mi ha passato il testimone, mi ha lasciato tutto scritto, faccio di tutto per realizzare quello che lei mi ha detto di fare, sperando di farlo al meglio".

"Nadia - ha concluso la signora Margherita - amava tantissimo i bambini di Taranto e ha fatto di tutto per aiutarli. Continueremo con la Fondazione che abbiano creato a suo nome a dare fondi al questo reparto di oncoematologia, perché era quello che lei voleva".

 

Alla cerimonia, che si è svolta nell'Auditorium del Padiglione Vinci dell'Ospedale SS. Annunziata di Taranto, sono intervenuti il direttore generale dell'Asl Stefano Rossi, il primario del reparto Valerio Cecinati, l'assessore comunale Deborah Cinquepalmi, la promotrice della raccolta firme Alessandra Marotta e i rappresentanti dell'Associazione "Arcobaleno nel Cuore" e "Gli amici del Minibar", Sandro Casto e Ignazio D'Andria, che hanno promosso la raccolta fondi.

 

La giornata è terminata con l'inaugurazione delle nuove stanze del reparto che potenziano i servizi esistenti. È stata scoperta una targa commemorativa con le parole di Nadia Toffa "Siamo tutti guerrieri".