Mercoledì, 20 Novembre 2019 - Ore
Direttora: ANNAMARIA FERRETTI
Facciamo Notizie

Puglia, il giornalista Marco Brando vince l'ottava edizione del 'Premio Maglio'

Premiata l’inchiesta sull’Europa “Meno male che siamo uniti. Dieci buone ragioni per non correre liberi e selvaggi”, pubblicata sul mensile “Millennium”

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 20/07/2019 da Redazione

L’ottava edizione del Premio “Antonio Maglio” 2019 è stata vinta dal giornalista genovese, residente a Milano, Marco Brando, con un’inchiesta sull’Europa “Meno male che siamo uniti. Dieci buone ragioni per non correre liberi e selvaggi”, pubblicata sul mensile “Millennium” nel dicembre 2018. Seconde classificate la giornalista e fotografa freelance galatinese Ilaria Romano, con il reportage sugli immigrati “Dentro e fuori dai ghetti, la vita dei braccianti della Capitanata” pubblicato sulla testata on line “Open Migration” il 30 ottobre 2018, e la giornalista savese Lucia J. Iaia, con l’inchiesta sull’invaso incompiuto del Salento “Il Pappadai dello scandalo. Già spesi 250 milioni di euro per un’opera inutilizzabile” pubblicata sul “Nuovo Quotidiano di Puglia” il 17 giugno 2019. Assegnati anche il premio alla carriera e i riconoscimenti speciali.

 

Il Premio alla Carriera sarà assegnato alla giornalista gallipolina Angela Buttiglione, uno dei volti storici dell’informazione Rai dal 1969 al 2009. Ha condotto il Tg1, per poi ricoprire diverse cariche all’interno della televisione pubblica dal 1994 al 2009. Laureata in Letteratura italiana a Torino è stata assunta in Rai con un concorso entrando nella redazione del Telegiornale, seconda donna in Italia, dopo Bianca Maria Piccinino. Ha condotto il Tg1 per venticinque anni, fino al 1994. In quell’anno, ha lasciato la redazione giornalistica per occuparsi dei programmi Rai per l’estero e ha presentato la rubrica “A grandi cifre”, trasmissione in sette puntate dedicata al mondo dell’economia andata in onda su Rai1. Negli anni Ottanta e Novanta ha anche condotto programmi trasmessi da Radio Rai. Nel 1996 le è stata affidata la direzione di Rai Parlamento e nel 2002 è stata chiamata alla direzione del Tgr. È stata Direttore generale di Rai Corporation.

 

Riconoscimenti speciali al “Nuovo Quotidiano di Puglia”, giornale leader e voce attenta ad alimentare  sostenere le aspettative socio-economiche e culturali del Grande Salento, che lo scorso 6 giugno ha tagliato il traguardo dei primi 40 anni di vita e all’emittente “Telerama” per i suoi 30 anni di attività al servizio dell’informazione locale e della crescita dei territori salentini.

 

Per la sezione “Comunicare il Salento”, Targhe speciali anche a due Eccellenze che con la loro attività e i loro successi promuovono la conoscenza della nostra Terra a livello nazionale e internazionale: si tratta dell’U.S. Lecce Calcio, che quest’anno ha conquistato la serie A e rappresenta ora assieme al Napoli tutto il Mezzogiorno d’Italia nel massimo campionato italiano, e del regista, sceneggiatore e attore Edoardo Winspeare, che con i suoi film ha saputo rievocare in modo duro, ma anche carico di nostalgia, un mondo legato alle tradizioni e ai modi d’essere delle genti salentine con una lettura dei fatti che va oltre un localismo di maniera per diventare metafora del Paese nel suo insieme. Importante anche l’impegno di Winspeare sul fronte ambientalista, in particolare con le battaglie contro la cementificazione e l’abusivismo edilizio.

 

La grande emergenza del Salento - Come negli anni scorsi, alla cerimonia conclusiva parteciperanno anche “Coldiretti Lecce”, con il presidente Gianni Cantele e il direttore Francesco Manzari, e il “Consorzio Olio Dop di Terra d’Otranto”, con il presidente Giovanni Melcarne: al centro dei loro interventi la devastante e irrisolta emergenza Xylella che sta distruggendo l’inestimabile patrimonio economico ed ambientale rappresentato dagli ulivi e le ricadute negative sul territorio salentino.

 

Alla manifestazione è prevista la partecipazione del presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, e dei sindaci del comprensorio gallipolino.

 

Marco Brando, 61 anni, genovese, giornalista, scrittore e blogger italiano. Nel 1982 Brando ha iniziato a scrivere per il quotidiano “l’Unità” come corrispondente da Pavia. Ha lavorato prima come redattore e poi come inviato, dedicandosi in prevalenza alla cronaca giudiziaria e soprattutto all’inchiesta “Mani pulite”. Dopo un’esperienza come autore del programma “Film Dossier - Linea d’Ombra” a Mediaset, e dopo un anno e mezzo a “TV Sorrisi e Canzoni”, nel novembre del 2000 ha cominciato a lavorare a Bari nella redazione pugliese del “Corriere del Mezzogiorno”. Dall’aprile 2007 all’aprile 2012 è stato, a Milano, caporedattore centrale del quotidiano free press “City”, del gruppo RCS. Dal maggio 2012 al luglio 2018 è stato caposervizio per l’attualità, sempre a Milano, del “Settimanale Nuovo”, di Cairo Editore. Ora si dedica alla libera professione concentrandosi in particolare su politica, società e costume. Da luglio 2018 è uno dei collaboratori del sito di news e commenti “Strisciarossa”. Da agosto 2018 gestisce un blog su “Il Fatto Quotidiano” online. Da settembre 2018 collabora con “Millennium”, mensile cartaceo de “Il Fatto Quotidiano”. Da dicembre 2018 è uno degli autori delle riviste online Tessere e SenzaFiltro . Nel 2019 è stato consulente editoriale del magazine “VOI” (Portobello Editore). Ha collaborato con Epoca, l’Europeo, La Domenica del Corriere, L’ Espresso, Rai, Reuters, Sette, Radio Popolare, Radio della Svizzera Italiana, Italia Radio, Liberal, Farefuturoweb, Traveller, AD, Italia Oggi, Markos.it, Caffeina Magazine, Bari Economica. Ha diretto dal 2006 al 2011 la collana “altreStorie” della casa editrice barese Palomar. Palomar ha pubblicato due suoi libri: “Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia” (2006), con prefazione del sociologo Franco Cassano, giunto alla seconda edizione; “Lo strano caso di Federico II di Svevia. Un mito medievale nella cultura di massa” (2008), con prefazione e postfazione di due storici medievisti: Raffaele Licinio e Franco Cardini. La casa editrice Tessere (Firenze) nel 2019 ha pubblicato il suo libro “L’imperatore nel suo labirinto. Usi, abusi e riusi del mito di Federico II di Svevia”, con prefazione e postfazione dei medievisti Giuseppe Sergi e Tommaso di Carpegna Falconieri.

 

Ilaria Romano, di Galatina (Lecce), giornalista professionista, fotografa e documentarista free lance, si occupa prevalentemente di aree di conflitto, migrazioni e diritti umani. Collabora con la Radio Televisione della Svizzera Italiana Rsi nella sezione News. Per il programma settimanale Segni dei Tempi, in onda su La1-Rsi, ha realizzato due documentari dall’Iraq e Kurdistan iracheno e dai ghetti del sud Italia nelle zone di raccolta del pomodoro. Collabora inoltre con ResetDoc, Il Reportage, Open Migration, Italia Caritas, Marie Claire e 50&più Magazine. Ha scritto, fotografato e filmato, tra gli altri, per Gente, Oggi, Repubblica Tv, Terrasanta.net, Il Giornale, Vanity Fair, Gli Stati Generali, Popoli, da Iraq, Turchia, Libano, Armenia e Nagorno Karabakh, Afghanistan, Ucraina, Kosovo, Albania, Tunisia e Marocco. Ha collaborato alla realizzazione della miniserie di inchieste “Il Lecito” andate in onda su La7. Ha lavorato come giornalista e conduttrice radiofonica per Radio Popolare Network a Milano e Roma. Mostre: a Roma con “Amal for Education”, per raccontare il progetto educativo per i bambini siriani rifugiati al confine turco, e, nel marzo 2015, per la Giornata mondiale del rifugiato, Cgil di Piacenza una esposizione gallery fotografica su rifugiati e sfollati interni di Siria, Libano e Iraq.

 

Lucia J. Iaia, di Sava (Taranto), giornalista pubblicista, collaboratrice del Nuovo Quotidiano di Puglia, ha laurea triennale in Scienze della Comunicazione (Unisalento) e magistrale in Editoria e Giornalismo (Università Roma Tre) . Al suo attivo anche un master in Marketing e Comunicazione e un’altra laurea in Giurisprudenza. La passione per il giornalismo d’inchiesta e un’innata curiosità professionale l’hanno spinta ad occuparsi di argomenti di significativo valore civile e sociale, come la gestione non sempre trasparente delle risorse pubbliche con conseguente spreco di denaro che appartiene alla comunità.