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Ruvo di Puglia, gran finale per la rassegna 'Il paese dagli occhi sorpresi': in scena lo spettacolo 'Cappuccetto rosso'

Il 21 luglio la rassegna si concluderà con lo spettacolo che ha ricevuto il Premio Eolo al Teatro Bruno Munari di Milano in occasione del Festival Segnali

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 19/07/2019 da Redazione
PH Tea Primiterra


Una grande luna splende su Ruvo di Puglia grazie all'installazione di Luke Jerram “Museum of the moon”, dominando l'atrio della Pinacoteca Comunale “Domenico Cantatore” e incantando una comunità che sta così celebrando i 50 anni dell'allunaggio avvenuto il 21 luglio 1969. 
L'opera, una perfetta ricostruzione tridimensionale in scala della luna per un diametro di 7 metri, in questo momento è presente in 14 parti del mondo e il 12 luglio scorso è stata presentata alla città di Ruvo con la Festa alla luna, a cura di Michelangelo Campanale con la collaborazione dei danzatori-acrobati della Compagnia Eleina D. che hanno accompagnato il percorso dei viandanti/spettatori e di Livio Minafra in un piano solo ideato per l'occasione.

In questa cornice unica, fino al 21 luglio, gli ultimi spettacoli previsti presso la Pinacoteca Comunale nel fine settimana faranno calare il sipario sulla rassegna “Il paese dagli occhi sorpresi”; la conferma che il Teatro Comunale, da sempre in grado di aggregare la comunità di grandi e piccini, rappresenta il centro di ricerca artistico e culturale della città.

In attesa della riapertura del teatro cittadino, in fase di ristrutturazione, grandi e piccoli sono stati coinvolti in un progetto composito ed eterogeneo che ha trasformato la città di Ruvo in un grande palcoscenico; la rassegna dedicata soprattutto ai bambini ha avuto molto di rivolgersi anche agli adulti.

Grazie all'opera della Compagnia La Luna nel Letto, in ATS con la cooperativa CREST di Taranto, con il sostegno della Regione Puglia e del Comune di Ruvo di Puglia, un vasto pubblico ha avuto modo di riconoscersi e ritrovarsi in un corposo cartellone di eventi e spettacoli che ha avuto inizio lo scorso 5 luglio.

Il 19 luglio in Pinacoteca andrà in scena la produzione C.R.E.S.T. “Ulisse. Nessuno è perfetto” (di Paolo Gubello e Salvatore Marci per la regia di Salvatore Marci), un viaggio fatto di dramma e humor, attraverso la ricerca e la consapevolezza della propria libertà. Un eroe affrontato nella sua umanità, un’umanità fatta di pregevoli imprese e di atti meschini, tutte questioni che alimentano ulteriormente la sua natura di uomo libero. Spettacolo per un pubblico dai 12 anni.

Sempre in Pinacoteca, gli ultimi appuntamenti Al chiaro di luna saranno nel segno della musica e del teatro. Il 20 luglio Livio Minafra con la sua musica sospesa nell’aria e le sue armonie modali omaggerà il genio di George Méliès e il suo Viaggio nella luna, film muto del 1902 e fantasmagorico apice del sogno immaginifico dell'uomo e del satellite a lui più caro.

A seguire la compagnia Kuziba, per la regia e drammaturgia di Raffaella Giancipoli, presenterà Nel Castello di Barbablù, la storia di un uomo dalla lunga barba blu, della sua giovane sposa e una porta che le è proibito aprire. Un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora di noi e del mondo che ci circonda, è un percorso dentro la curiosità e che ci racconta di come a volte la disobbedienza può essere un passaggio importante per diventare grandi. Spettacolo per un pubblico dai 7 anni.

Il 21 luglio la rassegna si concluderà con lo spettacolo Cappuccetto Rosso, della Compagnia La luna nel Letto insieme ai danzatori della Compagnia EleinaD. che ha ricevuto il Premio Eolo come miglior spettacolo lo scorso 9 maggio al Teatro Bruno Munari di Milano in occasione del Festival Segnali.

Michelangelo Campanale (al secondo premio Eolo consecutivo dopo quello ricevuto nel 2018 per “Biancaneve, la vera storia” della cooperativa teatrale Crest) dirige i danzatori – acrobati della Compagnia EleinaD affrontando la più popolare tra le fiabe, che arriva da lontano e grazie alla scrematura del tempo racconta argomenti legati alla vita, in maniera semplice, ma esatta. Le relazioni tra i personaggi e la dinamica della storia si rivelano sulla scena attraverso il corpo, il linguaggio non parlato, ispirato all’immaginario dei cartoni animati di inizio ‘900; le luci, i costumi e le scene si compongono in una danza di simboli, citazioni pittoriche (Goya, Turner, Bosch, Leonardo da Vinci), che ridisegnano la fiaba con la semplicità di ciò che vive da sempre e per sempre. Spettacolo per un pubblico dai 6 anni.



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