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Maria Grazia Pani scrive 'TeatrOpera', esperimenti scenici nella città di Bari

Il volume edito da Florestano edizioni sarà presentato per la prima volta il prossimo 5 marzo

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 19/02/2015 da Costanza Carrieri
Il libro di Maria Grazia Pani “TeatrOpera”, appena pubblicato da Florestano Edizioni, non è soltanto un percorrere degli “Esperimenti scenici” come dal sottotitolo, ma è rivisitare, con efficace immediatezza, una stagione culturale a Bari.
L’idea di realizzare una rappresentazione scenica sul nesso prosa-opera lirica ebbe inizio il 10 marzo 2000 con lo spettacolo “Niccolò Piccinni. L’amore e il sorriso di un barese europeo”; da quel momento iniziava a prendere forma “TeatrOpera”, sviluppatosi pienamente nell’intreccio di “Storia di Bohème” andato in scena al teatro Piccinni di Bari il 7 marzo 2002.
Fu un momento bellissimo ed intenso per il pieno coinvolgimento di numerosi giovani artisti e di maestranze pugliesi, tutte coinvolte in un’ attività di produzione e creativa partecipazione che il pubblico avvertiva pienamente.
Gli spettacoli di TeatrOpera, che il volume riprende con i copioni integrali ed i programmi di sala, erano quindi momenti particolari della vita stessa di una città.
Dell’innovativo modo di “parlare alle sensibilità teatrale di oggi con inedite rimodulazioni e spostamenti di accenti inventivi all’interno del melodramma” scrive Franco Perrelli, scrittore e studioso di teatro di livello europeo, professore all’Università di Torino, nella sua magistrale introduzione a “TeatrOpera”.
E due spettacoli di Maria Grazia Pani ne sono prova di particolare evidenza: “La Traviata allo specchio” e “Otello il sinistro incanto”, prodotti nella stagioni del Teatro Petruzzelli del 2002 e 2003, che segnano un’alternativa possibile nell’organizzazione di stagioni teatrali, non più condizionate dagli altissimi costi ma da una proposta culturale nuova, al passo con i tempi.
Due famose opere, classici del melodramma, venivano rappresentate, ciascuna, con lucida chiarezza, nella varietà degli stimoli culturali, sociali che ne erano il trasparente sottofondo. Il testo scritto da Maria Grazia Pani segue il percorso dei libretti originali delle opere, ma li arricchiva di intrecci culturali e di rivisitazione dei personaggi, dando rilievo, a volte, a quelli nascosti nelle pieghe delle trame, eppure presenti e facitori degli intrecci di amore o odio delle trame stesse. La regia è soltanto costruzione tecnica del divenire scenico, è nascosta, è ancella umile. E così emerge l’essenzialità delle emozioni ed il loro nascere nella travolgente bellezza della musica dell’opera lirica di cui viene mantenuta intatta la struttura musicale.
Resta, quindi, questo prezioso volume come testimonianza ed al tempo stesso insopprimibile tensione verso un modo nuovo, possibile della rappresentazione musicale, nel tempo della crisi, non soltanto economica, ma delle idee e della creatività.
Una provocazione alle regie fastose che stanno tramutando l’opera lirica in una rivisitazione scenografica, in una esaltazione barocca dove il “fine è la meraviglia” della visione, come in un freddo monitor o video, non lo stupore e la commozione della musica.
“TeatrOpera” di Maria Grazia Pani si colloca “all’incrocio di dinamiche storiche e creative sulla” tradizione melodrammatica, nella vertigine e nella vitalità della sperimentazione”, e resta ancora un sfida al futuro.
Ed il volume che ne raccoglie i testi e gli scritti è una lettura curiosa, colta, invitante, dell’opera.
Il libro scritto da Maria Grazia Pani può rappresentare una valida soluzione per la messa in scena di un’opera lirica per qualsiasi compagnia teatrale, orchestra o Fondazione Lirica. Si tratta di un modo nuovo di intendere la messa in scena del melodramma, più fruibile, più funzionale alle necessità della società odierna. Per questo ci auguriamo che possa trovare una copiosa diffusione nei luoghi deputati al teatro e alla musica e che gli spettacoli di TeatrOpera possano rivivere con rinnovata passione.


Il libro sarà presentato per la prima volta il 5 marzo alle ore 18.30 a Bari presso Giannini con la partecipazione del critico musicale Livio Costarella, dell’attrice Giusy Frallonardo, della pianista Raffaella Migailo, dei soprani Paola Leoci e Oh Jihye, e del tenore Livio Lerede.