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'La trascrizione come opera d'arte creativa', tre concerti nell'auditorium 'Nino Rota' di Bari

La professoressa Gemma Di Battista, coordinatrice del progetto: 'Forma compositiva che consente all’esecutore di ricreare ciò che era stato pensato per strumenti diversi'

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 18/12/2017 da Redazione

 

È dedicato all'affascinante tema delle “trascrizioni” il progetto promosso dal Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari, che prevede un triplice appuntamento concertistico, nei giorni 18 – 19 – 20 dicembre, alle ore 20.00, presso la Saletta dell'Auditorium “Nino Rota”.

“Nelle tre serate – spiega la Prof.ssa Gemma Di Battista, coordinatrice del progetto - saranno eseguite trascrizioni celebri ed edite, oltre a trascrizioni autografe di alcuni colleghi compositori che operano nel nostro Conservatorio, con l’obiettivo di far crescere l’interesse verso una forma compositiva che consente, per sua natura, all’esecutore solista di ricreare cio che originariamente era stato pensato per organici orchestrali o per strumenti diversi”. “In coda alle esecuzioni “trascritte” - ha aggiunto la Di Battista - il progetto prevede l’esecuzione di “improvvisazioni” su temi di Bach, per richiamare quanto previsto dalla pratica improvvisativa nel periodo classico, quando cioè i preludi, le toccate, le fantasie altro non erano che improvvisazioni “trascritte” su spartito”. “Nella letteratura pianistica, in particolare, la "trascrizione" occupa un posto importante e, a guardar bene, ogni pezzo pianistico di carattere signifcativo è la riduzione di un pensiero piu grande per uno strumento pratico. Bach, Beethoven, Liszt, Brahms si sono dichiarati apertamente seguaci dell'opinione che anche la pura e semplice "trascrizione" nasconde in sè un momento artistico, tanto da coltivare essi stessi con amore e serietà questo genere di esercizio”.