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Parco di Villa Trecci e Castello di Montegalda entrano nel network dei Grandi Giardini Italiani

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 17/07/2020 da Redazione

Nuovi ingressi in Grandi Giardini Italiani, il network dei più bei giardini visitabili in Italia: il Parco Villa Trecci a Montepulciano (Siena) e, della stessa proprietà, il Castello di Montegalda in provincia di Vicenza.

Il Parco di Villa Trecci nasce dal sogno di Cinzia e Adelmo: i lavori per la creazione del parco sono iniziati nel 2015 ed è stato aperto a giugno 2018. Il sogno di realizzare un parco espressione della loro passione per il verde e per la botanica.

Arte, natura e bellezza caratterizzano il parco con i suoi tre ettari, adiacenti la casa padronale di Cinzia e Adelmo: un progetto che prevede un percorso tra il giardino delle piante grigie, il boschetto, il roseto, la grande aiuola delle graminacee, il lago delle piante acquatiche con la palude, la limonaia.

"E' un segnale molto positivo - sottolinea Judith Wade, CEO e fondatrice di Grandi Giardini Italiani -   che proprio quest'anno abbiamo nuovi proprietari di giardini, che desiderano far parte del network: è proprio adesso che l'unione fa la forza Gli italiani nell'ultimo mese hanno dimostrato un vero interesse per visitare i giardini, in quanto riacquistano la libertà di movimento all'aria aperta dopo il periodo di isolamento."

 

Questo giardino tra Montepulciano e Pienza, baciato dalla solarità mediterranea tra olivi, cipressi, lecci e vigneti della Val di Chiana, si sviluppa su tre ettari in uno scenario unico al mondo. Ambiente spontaneo, coltivazioni e parco hanno trovato valorizzazione, grazie al progetto del paesaggista Adelmo Barlesi, proprietario insieme alla storica dell’arte Cinzia Sorlini, degna erede di Luciano Sorlini, fondatore del MarteS - Museo d’Arte Sorlini a Calvagese della Riviera (Brescia). Visto dall’alto, il parco di Villa Trecci appare come un minuzioso disegno che sottolinea la vocazione del territorio all’armonia, alla bellezza e all’arte. E, come giardino moderno di grande respiro, si impegna a trasmettere anche un messaggio di sostenibilità con la scelta di numerose piante della flora mediterranea e con tecniche di risparmio e riciclo dell’acqua, grazie a grandi cisterne sotterranee di immagazzinamento dell’acqua piovana.

Costruito a partire dal 2015 e aperto alla visita dal 2018, il parco è diviso in zone tematiche. Il roseto ha scelto varietà moderne, molte di ibridazione italiana, mentre il boschetto unisce elementi floristici mediterranei ad alberi, arbusti ed erbe di tutto il mondo, dai meli da fiore ai liquidambar, dalle felci canadesi ai calicanti cinesi. Suggestivo il laghetto con una collezione di ninfee e sulle rive tante piante palustri.

Cespugli potati e fiori coloratissimi caratterizzano Il giardino della biblioteca, edificio che ospita lo studio del proprietario e una biblioteca di paesaggismo e giardinaggio. Una limonaia di splendida fattura classica toscana si riflette in uno specchio d’acqua formale, mentre iris e piccoli fiori sono corteggio degli olivastri seggianesi nel giardino degli olivi. A unire le varie zone tematiche del parco è stata creata una lunga aiuola di graminacee, che riempie le scene di toni cangianti dalla primavera all’autunno e ospita, nell’ondeggiare leggero del fogliame, erbacee perenni e bulbose.

 

Nel parco vivono 400 specie di piante mediterranee, provenienti da paesi diversi, ma con lo stesso microclima. In particolare si distingue un roseto splendido, irrigato con un sistema di drenaggio in cisterne sotterranee.

Per maggiori informazioni e foto relativi ai nuovi Grandi Giardini Italiani, visitare il sito: www.grandigiardini.it