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Bari, riapre il cortile della scuola 'San Nicola': è stato rigenerato da bambini e ragazzi del centro servizi per le famiglie

Tra gli interventi realizzati, disegni sul pavimento che consentiranno ai ragazzi di cimentarsi con i giochi della tradizione, un grande murales sul tema della crescita e la semina nell'angolo verde allestito dai partecipanti con materiale di riuso

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 15/09/2020 da Redazione

Domani riaprirà al pubblico il cortile del plesso scolastico "San Nicola", a Bari vecchia, dopo un percorso di progettazione partecipata che ha visto protagonisti i bambini e i ragazzi del Centro servizi per le famiglie Murat-San Nicola.

Durante la stagione estiva gli spazi esterni del plesso sono stati sistemati, curati e valorizzati dai minori partecipanti a "Cantieri Aperti Riscoprendo Emozioni", il progetto realizzato nell'ambito del programma "Estate si-cura e inclusiva" promosso dall'assessorato al Welfare, in collaborazione con il Municipio I e l'istituto scolastico Umberto I-San Nicola, e gestito dalla cooperativa Progetto Città.

L'evento, che si terrà alla presenza dell'assessora al Welfare Francesca Bottalico, del presidente del Municipio I Lorenzo Leonetti, dei dirigenti scolastici e di coloro che hanno reso possibile il progetto, sarà chiuso al pubblico per evitare assembramenti.

Tra gli interventi realizzati, disegni sul pavimento che consentiranno ai ragazzi di cimentarsi con i giochi della tradizione, un grande murales sul tema della crescita e la semina nell'angolo verde allestito dai partecipanti con materiale di riuso.

Uno spazio del territorio che, attraverso l'azione trasformativa dell'arte e della relazione educativa, assume identità e bellezza della quale i bambini e le bambine coinvolti si sono resi protagonisti.

"Il cantiere, che si è sviluppato in sole sei settimane - commenta Francesca Bottalico - è stato immaginato come una buona occasione per valorizzare le idee dei partecipanti e, di conseguenza, per trasformare gli spazi che hanno inevitabilmente risentito del lockdown, durante il quale quest'area era stata lasciata un po'a se stessa. In questo modo i ragazzi si sono sentiti pienamente 'responsabili' del processo di ricostruzione di un pezzo significativo della loro quotidianità, contribuendo con la loro creatività a rendere più piacevoli i momenti di svago della comunità scolastica".

"Il gioco ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di questo progetto - sottolinea Mariella De Nicolo, coordinatrice del CSF -. Bambini e bambine, ragazzi e ragazze tra i 6 e i 17 anni hanno immaginato e condiviso pensieri e progettualità, hanno sperimentato l'utilizzo di tecniche e materiali, innestando consapevolezze e sentendosi più protagonisti della cura e del processo di trasformazione del cortile, divenuto più vivibile e accogliente". "C'è un profondo parallelismo tra educazione e arte - afferma la presidente di Progetto Città Gina De Palma -. Sono entrambi processi dinamici di trasformazione e cambiamento, che riescono a coniugare la dimensione del reale con quella del possibile. Proprio nel connubio tra la possibilità e la realtà trova terreno fertile lo sviluppo. Questo cantiere ha dato vita a un dinamismo educativo che porta alla crescita, alla progettazione, attraverso un percorso artistico, un percorso di bellezza e di rigenerazione. Come l'educazione, l'arte aiuta a crescere e aiuta a vedere il mondo con occhi nuovi, a trasformarlo. Mi sembra un ottimo antidoto, proprio per questa commistione tra possibilità e realtà, alla realtà virtuale che siamo abituati a vivere con un eccessivo utilizzo - e anche un'eccessiva fiducia - dei social e del mondo del web".