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Teatri di Bari, weekend ricco di spettacoli: all'Abeliano 'Sei personaggi in cerca d'autore' e 'Altrove'

Ecco le date degli appuntamenti

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 15/02/2016 da Redazione

Una settimana nel segno del teatro made in Puglia all’Abeliano di Bari, dove la stagione dei Teatri di Bari prosegue con due diversi titoli: giovedì 18 febbraio alle 21.00 i giovani di VicoQuartoMazzini propongono la loro versione dei “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello per la regia di Gabriele Paolocà, con Michele Altamura, Nicola Borghesi, Riccardo Lanzarone, Paola Aiello e Natalie Forma Fella; venerdì 19 e sabato 20 febbraio alle 21.00 i Teatri di Pace in coproduzione con Legambiente Puglia presenteranno “Altrove”, scritto e diretto da Alessandra Lanzilotti, con Mino Decaldo, liberamente tratto dal libro “Pane e Amianto” del giornalista Giuseppe Armenise. Lo spettacolo, venerdì alle 20.00, sarà preceduto dalla presentazione del libro dello stesso Armenise.

 

Indagine sull’arte e sull’artista, la versione dei VicoQuartoMazzini dei “Sei personaggi in cerca d’autore” fa i conti con la distanza storica dal testo di Pirandello e a riguardo il gruppo spiega:  “quando una piccola compagnia del ventunesimo secolo, con le sue difficoltà e le sue gioie, le sue ambizioni e le sue amputazioni si mette di fronte a un classico di tale portata, la prima cosa che salta agli occhi è l'abissale distanza che c'è tra la sua condizione e quella della compagnia degli attori con cui si relazionano i sei personaggi nel testo originale. Attraverso la noia e il cinismo con cui fa parlare gli attori, Pirandello mette alla berlina un sistemo tronfio di vizi e scarno di virtù, dove il suggeritore è incapace di suggerire, gli attori di recitare e il regista di imporre il proprio pensiero, dove l'uomo di teatro è paragonabile a un impiegato statale in attesa di finire il proprio turno di lavoro. No, noi (per fortuna e purtroppo) non siamo questo. Noi la compagnia degli attori la simboleggiamo attraverso un uomo solo, prigioniero dei ricordi, intrappolato in un passato decisamente più interessante del suo presente. Noi la compagnia degli attori la simboleggiamo attraverso un uomo che non ha più una compagnia, che ha smesso di fare teatro (perché si deve pur mangiare) ma che al teatro non riesce a smettere di pensare e l'ossessione di questo ricordo lo porta a compiere una sciocchezza. Noi la compagnia degli attori la simboleggiamo attraverso un uomo che si punta una pistola alla tempia. Questo spettacolo potrebbe durare un istante, quell'istante, quando il freddo del ferro ti preme sulla tempia e il futuro, dall'altra parte, da dentro le cervella, aspetta in silenzio. E' a quest'uomo che i personaggi chiedono di essere ascoltati, è a lui che chiedono di poter rappresentare la propria storia. E' a lui che offrono una chance”.

 Altri temi per “Altrove”, il cui protagonista è il personaggio di Mario, che ha lasciato il suo paese alla ricerca di una vita migliore, lavora in fabbrica, ha un lavoro fisso e un posto sicuro.

Sulla panchina di un parco cittadino Mario racconta la sua storia, la sua, come quella di tanti che da una vita di miserie e con poche prospettive, si ritrovano con uno stipendio sicuro a poter pensare ad avere una famiglia, una casa a progettare un futuro.

Allora poco importa se il lavoro è pesante, se c’è tanta polvere da ingoiare, se qualcuno dice che quella polvere fa male alla salute. La fabbrica-famiglia il luogo di appartenenza di tanti lavoratori, che condividevano fatica e speranze, svela, attraverso il racconto di un uomo, il suo lato oscuro e il suo inganno: quella fabbrica si chiama Fibronit, quella città non è un altrove in cui rifugiarsi ma uno spazio fatto di cemento e polvere, una polvere sottile e crudele che si chiama amianto.

“Altrove”, liberamente ispirato al romanzo di Giuseppe Armenise “Pane e Amianto” , dà voce e corpo ai protagonisti del caso Fibronit, agli uomini e alle donne che non sapevano, di chi credeva che sarebbe bastato un bicchiere di latte come antidoto al veleno. Un uomo solo, seduto su una panchina di un parco cittadino, si chiede con ironia e disperazione: quando la vita si attorciglia come si fa ad andare avanti? Oggi come allora, cosa resta a chi resta?



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