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Week end al Kismet OperA di Bari con il 'Malato immaginario'

Prosegue la rassegna 'Corpo a Corpo'

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 14/02/2015 da Redazione
Doppio appuntamento per questo week end al Teatro Kismet OperA di Bari. Prosegue la stagione serale “Corpo a corpo” con lo spettacolo “Il malato immaginario ovvero Le Molière imaginaire” una produzione Teatro Kismet OperA, regia Teresa Ludovico (sipario h 21.00); domenica 15 febbraio alle 18.00 continua la stagione “Famiglie a teatro” con lo spettacolo “Piccoli misteri” una produzione Teatro Kismet con Rossana Farinati (biglietti al botteghino del Teatro Kismet; al box office Feltrinelli, al box office Officina degli Esordi e sul circuito booking show; info www.teatrokismet.org e 080.579.76.67335.805.22.11).
“Il malato immaginario” riscrittura originale, con le scene e le luci curate dal Premio UBU Vincent Longuemare, i costumi realizzati dall’Atelier di Luigi Spezzacatene e con la consulenza musicale dei maestri Nicola Scardicchio e Leonardo Smaldone, vede protagonisti in scena Augusto Masiello, Marco Manchisi, Ilaria Cangialosi, Sara Bevilacqua, Paolo Summaria, Michele Cipriani e Daniele Lasorsa.
Componente importante nell’allestimento del Kismet, la musica di Nino Rota autore tra il ’76 e il ’78 per il coreografo Maurice Béjart della suite Le Molière Imaginaire, che torna quindi nello spettacolo del Kismet dando vita a un dialogo “immaginario” proprio fra Rota e Molière.
Tra fedeltà al testo originale, invenzioni registiche, ironia e sarcasmo, lo spettacolo sposta l’ambientazione dalla Francia del ‘600 a una casa del Sud Italia, in un bianco e nero da pellicola neorealista, disegnando un Argante (il protagonista, qui interpretato da Augusto Masiello) che “ha molto in comune con lo stesso Molière” spiega la regista. “Molière e Argante hanno un punto in comune: l’immaginazione. Entrambi possono vivere solo a condizione di immaginare. Argante ha bisogno di immaginare la malattia per sfuggire alla vita, sollevandosi da una quotidianità che pullula intorno. E’ vittima e carnefice di sé, del suo male di vivere, dei medici e così sacrifica il bene di sua figlia al suo interesse. Non è un brav’uomo. Si occupa di sé, esclusivamente della sua malattia, lo fa per non vivere e in questa distorsione si presenta come personaggio molto attuale” specifica la Ludovico.
Col suo personaggio, a smorzarlo, Tonietta la serva e una maschera di Pulcinella (entrambi i ruoli sono affidati a Marco Manchisi), incarnazione entrambe di quell’anima popolare, beffarda, liquida, che pervade tutta l’opera di Molière.
Spettacolo fortemente “corale”, Il malato immaginario ovvero Le Molière imaginaire vuol essere un omaggio al “popolo del teatro” e vuol proporsi nella misura di un “lavoro collettivo” come tiene a notare Augusto Masiello.
Mentre “Piccoli misteri”, ideazione e regia Laurent Dupont, con Rossana Farinati, è uno spettacolo che racconta del pane senza mai nominarlo. Con elementi semplici come il grano, della farina, di teli bianchi, dei cocci, un’attrice riprende la memoria del fare il pane, così come gliel’hanno raccontata le donne dei nostri paesi di Puglia, e la restituisce attraverso gesti di una ritualità quotidiana e nello stesso tempo gesti che evocano lo scorrere della vita tra nascita, festa, morte. Un ciclo di cui il grano e il pane ne sono antichissimi simboli. Piccoli misteri per la semplicità e l’immediatezza con cui è costruito è dedicato ai piccolissimi.