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Bari, torna il World Press Photo: una bambina honduregna al confine con gli USA protagonista dello scatto vincitore

La mostra si terrà all'interno del Teatro Margherita di Bari a partire dal 17 maggio

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 13/04/2019 da Redazione

Una bambina honduregna di circa due anni piange disperata mentre sua madre viene perquisita da un agente della polizia di frontiera tra Messico e Stati Uniti. È Crying Girl on the Border di John Moore dell’agenzia Getty la foto vincitrice del World Press Photo of The Year che sarà esposta a Bari al Teatro Margherita dal 17 maggio al 23 giugno 2019 grazie all'impegno di CIME di Vito Cramarossa.

 

Un appuntamento, quello con l'eccellenza del fotogiornalismo internazionale, diventato ormai una tappa fissa della primavera barese. Il vincitore è stato annunciato ieri sera intorno alle 23 all'Awards Show di World Press Photo ad Amsterdam nel corso dell'esclusiva cerimonia di premiazione del concorso nato in Olanda nel 1955. Lo scatto è stato selezionato tra le sei finaliste annunciate il 14 febbraio scorso. Come l’anno scorso la fondazione olandese ha infatti presentato tutti i candidati finalisti e non direttamente i vincitori di ciascuna delle otto categorie di concorso. Immagini potenti, iconiche che hanno mutato negli anni lo stile e le regole del fotogiornalismo dettandone i nuovi standard e scrivendo intere pagine di storia della fotografia

 

La novità di quest’anno è l’introduzione di un nuovo premio, il World Press Photo Story of the Year, che premia il fotografo “la cui creatività visiva e abilità hanno prodotto storie fotografiche con eccellenti editing, circa un grande evento o una questione di rilevanza giornalistica del 2018”. Ad aggiudicarsi la vittoria in questa sezione è stato l’olandese Pieter Ten Hoopen con con il progetto The Migrant Caravan, un fotoracconto dedicato all’immigrazione e alla più grande carovana dei migranti partita dall’Honduras e diretta negli Stati Uniti: oltre 7000 persone, tra cui almeno 2.300 bambini, secondo quando affermato dalle Nazioni Unite. Tra i tre finalisti per questo premio c’erano anche due italiani dell’agenzia Contrasto: Marco Gualazzini, con un reportage sulla crisi nel bacino del Ciad, e Lorenzo Tugnoli, con un lavoro realizzato per il Washington Post sulla crisi in Yemen a cui sono andati rispettivamente il primo posto nella categoria Ambiente, Storie e quello nella categoria General News, Storie.

 

Per selezionare i vincitori, i giudici hanno esaminato 78.801 fotografie di 4.738 fotografi da 129 paesi diversi. Tra le foto che sono state presentate oggi, oltre ai candidati per il World Press Photo of the Year e il World Press Photo Story of the Year, i premi principali, sono stati annunciati anche i tre finalisti per ciascuna delle otto categorie del concorso. La giuria generale del premio cambia a ogni edizione e quest’anno è presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione del National Geographic che si occupa di contenuti visivi. Con lei ne facevano parte il fotografo Neil Aldridge, la curatrice Yumi Goto, il fotografo di Getty Images Nana Kofi Acquah, Paul Moakley, responsabile dei progetti speciali di TIME, la fotogiornalista Alice Martins e la fotogiornalista di Associated Press Maye-e Wong.

L’inaugurazione si terrà alle ore 18.30 di venerdì 17 maggio (apertura al pubblico ore 20.30, chiusura ore 23) ospitata all'interno del Teatro Margherita. E come ogni anno CIME durante il periodo espositivo organizza incontri di approfondimento sul mondo del fotogiornalismo ospitando nel capoluogo pugliese fotoreporter di fama internazionale. 



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