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Teatri di Bari, weekend ricco di spettacoli: 'Natale in casa Cupiello' al Nuovo Abeliano, 'Jackie e le altre' al Kismet

Lo spettacolo di Fausto Russo Alesi sarà replicato da venerdì 13 a lunedì 16 novembre

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 12/11/2015 da Redazione

Un nuovo intenso week end per i Teatri di Bari che si muoveranno tra drammaturgia del Novecento, con il Natale in casa Cupiello diretto e interpretato da Fausto Russo Alesi e la prosa contemporanea con lo spettacolo Jackie e le altre, tratto dal libro culto della scrittrice austriaca Elfriede Jelinek, Premio Nobel per la letteratura 2004, con Eva Robin’s, Anna Amadori, Olga Durano e Selvaggia Tegon Giacoppo.

 Il calendario prevede quindi Natale in casa Cupiello al Nuovo Abeliano inserito nella stagione del Comune di Bari, in replica da venerdì 13 a lunedì 16 novembre (sipario sempre alle 21.00, domenica 15 doppia replica alle 18.00 e alle 21.00, quest’ultimo è replica dei Teatri di Bari) e Jackie e le altre al Teatro Kismet sabato 14 alle 21.00 (biglietti al box office Feltrinelli, all’Officina degli Esordi e sul circuito bookingshow; info 080.542.76.78 per Abeliano e 080.5797667 per Kismet; www.teatridibari.it).

 Prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, nel Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo, Fausto Russo Alesi legge la tragica rappresentazione di una “moltitudine di solitudini”: Luca e Concetta Cupiello, i loro figli, il fratello di lui, il genero e gli altri personaggi, pur interagendo continuamente gli uni con gli altri in maniera più o meno conflittuale, sono in realtà insormontabilmente soli. Di qui la scelta, profonda e faticosa quanto “inevitabile”, di portare in scena questo splendido testo in forma di assolo, di tanti assoli.

Spiega Alesi: “è con gioia, paura, emozionata curiosità ed una buona dose di follia, che mi avventuro alla scoperta del teatro di Eduardo De Filippo. È da molto tempo che coltivo il desiderio di accostarmi a questo grande attore-autore-regista e al suo patrimonio drammaturgico e Natale in casa Cupiello, in questa versione solitaria, mi è sembrato un modo possibile, una chiave d’accesso per incontrare la sua arte e il suo linguaggio. È difficile definire Natale in casa Cupiello, perché è un testo semplice e complesso allo stesso tempo. Semplice perché popolare, familiare e complesso perché umano, realistico sì, ma soprattutto metaforico. Quando leggo Natale in casa Cupiello, ho la sensazione di trovarmi davanti ad un meraviglioso spartito musicale, un vibrante veicolo di comunicazione, profondità e poesia”.

 Jackie e le altre è il secondo pezzo di un trittico sull’autrice di culto Elfriede Jelinek cui il regista Andrea Adriatico sta lavorando da alcuni anni. Qui Jacqueline Kennedy rievoca la sua storia, il rapporto con John Kennedy, il tragico omicidio del Presidente seduto al suo fianco, le scappatelle del marito con Marilyn Monroe, i segreti del suo inconfondibile look, i vestiti e le acconciature... tutto questo nel fiume di parole scritto da Elfriede Jelinek, l’autrice austriaca premio Nobel per la letteratura nel 2004.

In quest’opera la scrittrice riesce a tratteggiare la storia di un paese in profonda mutazione, gli Usa, e nello stesso tempo a ricostruire il personaggio di Jackie con grande dovizia di particolari. Una dimensione più popolare e aneddotica convive con un'analisi stratificata, che riporta a un periodo storico cruciale per le sorti del pianeta.

Nello spettacolo, le parole di Jackie sono riportate da quattro “cloni” della prima “diva” politica del dopoguerra, in una moltiplicazione corale dell’individualità espressa dalla “presidentessa”. Una sorta di oratorio post-pop, in cui i simboli iconici di Jacqueline Kennedy – i capelli, i vestiti, le pose – rimbalzano da una all’altra, diventando emblema assoluto di una moderna rappresentazione del potere, che esprime sé stesso attraverso segni folgoranti che seducono le masse.

 Annota il regista: “i personaggi di Elfriede Jelinek (Premio Nobel 2004) non sono altro che corpi che danno parole. Le loro parole cercano identità, non personificazioni. Jelinek congela la storia e procura una visione “mitica” dell’esistenza. Come con Jackie Kennedy Onassis, eroina e metafora del femminile contemporaneo. Il nostro raccontare il mito parte da qui, da queste parole, da uno sguardo tagliente sul mondo, deluso, scanzonato, eppure acuto, che sa di vita.

Parte dalle nostre Jackie. E dalle altre… in una moltiplicazione, infinita: IO. LEI. L’ALTRA…”