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Musica, è morto David Bowie. Il presidente Veronico, tra i fan pugliesi più affezionati: 'Ha segnato la mia vita, l'ultimo disco è un testamento'

L'intervista al presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia: 'Il ricordo più bello? Quando mi chiese di fargli una domanda al Piper di Roma'

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 11/01/2016 da Giuseppe Bellino

Si è spento all’età di 69 anni David Bowie, uno dei più grandi artisti della storia della musica mondiale. L’annuncio è arrivato sui suoi profili ufficiali di Twitter e Facebook: “Dopo 18 mesi di lotta contro il cancro se ne è andato serenamente, circondato dalla sua famiglia".

 

Cesare Veronico, presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, è stato uno dei primi a portare i dischi del cantante londinese in Puglia sin dagli anni ’70. Bowie ha inevitabilmente segnato la sua vita, come ci ha confermato durante un’intervista: “Mi sono avvicinato a questo artista sin da giovane, intorno al 1972-73 – dichiara Veronico – grazie a lui ho imparato l’inglese e ho conosciuto personaggi legati alla storia dell’arte, come Dalì, o della letteratura, come Burroughs. È stato un artista fondamentale per la storia della musica ma non solo: Bowie era una figura assetata di conoscenza, penso che questo suo atteggiamento è stato trasmesso anche ai suoi fan più giovani, come me”.

 

“Sono tre i momenti fondamentali della sua carriera – continua il presidente – innanzitutto quando creò il personaggio di Ziggy Stardust e cambiò la cultura pop, poi quando si lanciò nella prima avventura negli Stati Uniti, avvicinandosi in maniera forte alla musica nera e producendo brani come Young American e Station to Station. Infine c’è il periodo della trilogia berlinese, che influenzò molti processi della musica degli anni ’80, quando collaborò con Brian Eno agli album ‘Low’, ‘Lodger’ e ‘Scary Monsters’”.

 

Tre giorni fa Bowie ha lanciato il suo ultimo album, intitolato Blackstar: “Per me è un presagio, un testamento fantastico – continua Veronico – oggi ho capito che lui sapeva di dover morire quando ci ha lavorato. Ci sono alcuni messaggi che possono confermare questa convinzione all’intero del disco: il balletto che produce in uno dei due video è funerario e la stessa copertina, con quella stella nera, può essere interpretata come un moderno segno di lutto”

 

“Ho visto molti suoi concerti, in alcuni casi ho seguito interamente le sue tournée – conclude  il presidente – ma il ricordo più forte che ho è quando lo incontrai durante la presentazione di ‘Never let me down’ a Roma, nel 1987. Ero tra i 200 giornalisti musicali al Piper Club ed ebbi la fortuna di assistere ad una sua esibizione. Quando smise di cantare, Bowie mi chiese di fargli una domanda tra le tante mani alzate. È stata la realizzazione di un sogno che avevo portato dentro fin da bambino”.