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E' nato il consorzio Teatri di Bari

Con la fusione di Kismet e Abeliano la città di Bari si candida ad ottenere il riconoscimento di TRIC

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 10/12/2014 da Redazione
È stato presentato a Palazzo di Città il progetto del TRIC -Teatro di rilevante interesse culturale - della città di Bari. Ad illustrarne gli obiettivi e le finalità l’assessore alle Culture e Turismo Silvio Maselli, il presidente del Teatro Kismet OperA Augusto Masiello e il direttore del centro Polivalente di Cultura “Gruppo Abeliano” Vito Signorile. Alla conferenza stampa è intervenuto anche il sindaco di Bari Antonio Decaro.
“Oggi è un giorno importantissimo per Bari - ha esordito l’assessore Maselli -: con la giunta Decaro arriva a compimento un percorso avviato molti anni fa, e abbiamo così l’occasione di presentare alla città una novità assoluta nel panorama locale e nazionale, una nuova entità teatrale frutto della fusione di due realtà storiche del nostro territorio, il Teatro Abeliano e il Teatro Kismet OperA. Oggi, in questa sala, c’è la plastica rappresentazione di cosa sia il teatro: non solo cultura e magia ma posti di lavoro, impegno, fatica quotidiana. In questo progetto sono in ballo le vite di decine e decine di persone - attori, autori, organizzatori, tecnici - perché il teatro non è solo una storia da raccontare ma è la vita stessa delle persone che il teatro lo fanno per passione e per scelta. Sono sinceramente emozionato - ha proseguito - perché quando ho incontrato Masiello e Signorile invitandoli a percorrere questa strada non avrei mai pensato che sarebbero riusciti a farlo entro il mese di dicembre. Solo a luglio scorso il MIBAC ha emanato un decreto che rivede il meccanismo di sostegno nazionale alle attività di spettacolo dal vivo, assicurando la massima attenzione ai soggetti capaci di fare un salto in avanti in termini quantitativi e qualitativi, e quindi fissando dei parametri in relazione al numero dei posti a sedere, al numero di spettacoli in programma, al numero e alla tipologia di contratti di lavoro esistenti. Con la fusione di Kismet e Abeliano la città di Bari si candida ad ottenere il riconoscimento di TRIC - teatro di rilevante interesse culturale - e a scrivere così una nuova pagina nella storia della città, lavorando per far crescere una nuova leva di attori, autori, manager del teatro. Prima di venire qui i rappresentanti legali dei due teatri sono stati dal notaio per la costituzione del consorzio “Teatri di Bari”, che oggi salutiamo. Diventare TRIC significherebbe non solo salvare, ma rilanciare il teatro e le migliori esperienze teatrali di Bari in una prospettiva futura. Se centreremo l’obiettivo Bari si dimostrerà all’altezza delle proprie ambizioni culturali, confermandosi una città europea”.
“Oggi è nato ufficialmente il consorzio “Teatri di Bari”, - ha commentato Vincenzo Cipriano, direttore della nuova entità - che comprende i teatri Abeliano e Kismet e la società di consulenza Coema: ci abbiamo creduto tanto da lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Dal prossimo primo gennaio partiranno attività congiunte di formazione, produzione, programmazione, mentre fino a maggio proseguiranno le stagioni già avviate dai due teatri baresi e, da giugno 2015, la nuova struttura lavorerà per la nuova stagione del consorzio, mettendo a sistema talenti e competenze. Parliamo di oltre 125 dipendenti tra attori, tecnici, organizzatori, amministratori, di 500 posti a sedere e di migliaia di giornate lavorative: tutti parametri necessari per candidarci insieme ad ottenere il riconoscimento di TRIC. Il direttore artistico sarà Vito Signorile, il presidente Augusto Masiello”.
“Pur dovendo continuare ad occuparmi della parte artistica - ha dichiarato Vito Signorile - vorrei fare alcune annotazioni a margine di politica culturale, e sgombrare il campo una volta per tutte dall’idea che fare gli attori non sia un lavoro come gli altri. È necessario che si affermi una nuova coscienza del lavoro dello spettacolo dal vivo. I teatri sono aziende culturali a tutti gli effetti, e gli attori, oltre che sognatori, sanno essere molto pragmatici. Sono anni e anni che si parla di dar vita ad una nuova realtà teatrale, ma finalmente sembra che sia la volta buona. Nel tempo il grande divario tra nord e sud si è consumato anche sul sostegno alle realtà di spettacolo, e molta della responsabilità - non dobbiamo nascondercelo - è da ascrivere alla distrazione dei nostri amministratori. Il fatto che in questo caso la sollecitazione ci sia arrivata direttamente dal sindaco e dall’assessore alla Cultura per diventare propositiva rispetto al Ministero ci fa ben sperare. Noi dal canto nostro non abbiamo omesso alcun passaggio, abbiamo i numeri e le carte in regola e siamo accompagnati da una nuova volontà politica, per questo ci crediamo davvero”.
“Vorrei ringraziare tutti i presenti - ha continuato Augusto Masiello - non solo i teatranti, ma anche i rappresentanti delle imprese, dei sindacati e delle organizzazioni datoriali, a conferma del fatto che un teatro che funziona fa girare l’economia di una città intera, chiamandoci in causa tutti. Investire in questo progetto significa guardare al futuro consci dell’effetto moltiplicatore che un investimento del genere può determinare sul territorio comunale. Insieme agli amici dell’Abeliano stiamo lavorando per attivare nuove sinergie già a partire dalla stagione in corso, per iniziare a mischiare il pubblico, a condividere progetti e spettacoli, convinti che tutti trarranno beneficio da questa nuova realtà consortile”.
“Sento di ringraziare Augusto Masiello e Vito Signorile per aver accettato la nostra sfida - ha concluso il sindaco Antonio Decaro - cogliendo la possibilità offerta dal decreto ministeriale di luglio scorso che fissa una serie di parametri per accedere al sostegno pubblico. Da parte mia ritengo che l’amministrazione comunale abbia l’obbligo di accompagnare il consorzio “Teatri di Bari” in questo percorso perché rappresenta un valore riconosciuto di questa terra che ha fatto crescere intere generazioni di spettatori nella cultura del teatro. Da sindaco di Bari mi farò promotore di una lobby trasparente presso il Ministero affinché riconosca a questa nuova realtà il titolo di TRIC, difendendo nei fatti i valori che questi teatri hanno espresso negli ultimi trent’anni. Siamo una città del sud che chiede ciò che le spetta per meriti e perché ha le carte in regola per poterlo fare. Da anni c’è una disparità sensibile nei finanziamenti che vengono destinati al nord rispetto a quelli che arrivano al sud; perfino i proventi del gioco del lotto non arrivano alle città da Roma in giù, ma il ministro, dal canto suo, lamenta una scarsa progettualità delle realtà meridionali. Noi intendiamo invertire questa tendenza portando avanti un progetto che guarda alla cultura dal punto di vista degli artisti, dei lavoratori, delle aziende, dell’indotto complessivo del sistema teatrale. Il bando per il TRIC scade il 30 gennaio prossimo, il che vuol dire che entro la primavera scopriremo se questo progetto andrà in porto e, se tutto dovesse andare per il meglio, il Ministero garantirà al TRIC di Bari finanziamenti per tre anni nella misura fissa del 40% di quel che occorre per portarne avanti l’attività. Noi andiamo avanti perché crediamo in questo progetto”.