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'Paso', lo spettacolo di Gianfranco Groccia dedicato a Pier Paolo Pasolini in scena al Granteatrino Casa di Pulcinella

Drammaturgia di Lino De Venuto, regia di Gianfranco Groccia e Lino De Venuto, scene di Gianfranco Groccia

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 09/02/2016 da Redazione

Il Granteatrino Casa di Pulcinella di Bari ospiterà lo spettacolo “Paso”, dedicato a Pier Paolo Pasolini. Drammaturgia di Lino De Venuto, regia di Gianfranco Groccia e Lino De Venuto, scene di Gianfranco Groccia.

Con Lino De Venuto, Paolo Comentale, Simone Bracci , Giambattista De Luca ,Pietro Matarrese, , Annalisa Rossi, Nicolò Restaini, Caterina Rubino e Giuseppe Trotta. Luci e fonica Nicola Santamato - foto di scena Mario Vitale - trucco Giusy Laghetti, scenotecnica Emanuele Hila . Lo spettacolo andrà in scena il 17,18,19 e 20 febbraio.


P.P.P. Pier Paolo Pasolini. Il 40° anniversario della sua morte è stato celebrato con mostre, letture, spettacoli, proiezioni di film, performance di ogni tipo. Perché? Perché le tematiche da lui approfondite mostrano la loro impressionante attualità: e intrecciano di rimando incessanti e continue riflessioni. In primo luogo la singolare perizia di Pasolini di presagire i tempi, mostrando quella che oggi potremmo definire una vera e propria capacità profetica: la lucida e disarmante precisione delle sue analisi  sullo stato delle “questioni italiane” sono riconosciute, oggi, più o meno da tutti. Scrittore, sceneggiatore, regista, pedagogo amato, animatore culturale attento, capace di ascoltare la complessità del suo tempo, di coglierne l'essenza più profonda e nascosta, di osservare quello che agli altri scivolava sotto gli occhi, un poeta coraggioso in grado di vedere  più lontano di tutti. Ma non solo. Non c’è ordine di problema, linguistico, artistico, storico, sociale, conoscitivo, che egli non abbia almeno lambito lasciando impregiudicato, grazie anche a quella sua irrisolvibile contraddizione, ogni successivo sviluppo. E insegnandoci ancora una volta che la verità nuda chiede sempre e comunque un altissimo  prezzo da pagare. Uomo-artista lontano dal palazzo del potere, in grado di assumersi la responsabilità di portare fino in fondo le proprie battaglie, di “gettare il proprio corpo nella lotta”. Ed è proprio questo amore sconfinato, senza misura, il valore aggiunto della sua vita e della sua opera.

Il teatro è sempre una sfida. All’autore spetta il compito faticoso di indagare ed esplorare il pensiero di Pasolini con una drammaturgia attenta e scrupolosa: agli attori, ai registi, il compito scenico, attraverso le parole, i gesti, l’espressività dei corpi, le pantomime, le luci e le musiche, di cogliere lo spirito di Pasolini e rendere visibile e tangibile la sua “disperata vitalità”.

 



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