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La 'Sciantosa' delle 'Sciantose' è Serena Autieri (VIDEO)

Grande spettacolo al Teatroteam di Bari

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 08/02/2015 da Gian Vito Cafaro
Prendi Serena Autieri e la riporti indietro nel tempo. Negli anni a cavallo tra '800 e '900. Tra aristocratici napoletani, avventori di bar o soldati alla ricerca di un po' di affetto dalle "Sciantose", le artisti che popolavano i "cafè-chantant", luoghi dove le "chanteuse" (le cantanti) si esibivano con la loro perfezione vocale a beneficio di ricchi signori convinti di poterle dominare, o di miseri disperati in cerca di un po' di affetto.
Serena Autieri che incarna la "Sciantosa" dei giorni nostri è certamente più bella di quelle donne. Sposa alla perfezione, però, le loro qualità canore, la presenza scenica di artiste del calibro di Elvira Donnarumma, emblema delle "sciantose".
Nasce così uno spettacolo (scritto da Vincenzo Incenzo, con la regia di Gino Landi) in cui l'artista campana ripercorre brani ed emozioni che vanno da un secolo all'altro. Che, come faceva la Donnarumma, ripropongono testi d'amore, melodrammi, movimenti sinuosi con la partecipazione del ballerino Alessandro Urso.
Musiche e parole che raccontano, insomma, epoche di contrasto, tra l'esaltazione futuristica e la disperazione di chi è costretto a lasciare Napoli per cercare fortuna altrove.
Un repertorio artistico Novecentesco che l'Autieri sa ripresentare a suo modo regalando al pubblico del Teatroteam di Bari una serata di qualità.
L'Autieri si muove in perfetta sintonia con i brani del Quintetto eccentrico italiano. Sfoggia abiti della tradizione napoletana e da vera "Sciantosa" scende in sala. Invita due spettatori ad interpretare la celebre "mossa" sul palco del Team.
Serena Autieri e la sua compagnia hanno il merito di riportare alla memoria non solo brani celebri ("I' te vurria vasà", "O surdato innamurato"...) ma anche la figura delle "Chanteuse" che nei cafè dell'epoca spopolavano per le loro qualità artistiche e i loro ammiccamenti seducenti.
Serena Autieri non ha le "physique" di Elvira Donnarumma (è nettamente oltre la media delle donne di quei tempi) ma riproduce il suono delle sue parole. La melodia originale di quelle corde vocali. Basta chiudere gli occhi e immaginare di trovarsi in un "cafè-chantant" napoletano.


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