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PhEST, torna il festival di fotografia a Monopoli: 17 mostre in programma fino al 3 novembre

L'edizione 2019 è dedicata al tema Religioni e Miti, con la direzione artistica di Giovanni Troilo e la curatela fotografica di Arianna Rinaldo

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 06/09/2019 da Redazione
Foto di Jesse Rieser


Cristianesimo, Islam, Induismo, religione tradizionale cinese e religioni africane, Buddhismo, Sikhismo, Spiritismo, Ebraismo sono solo alcune delle religioni diffuse nel mondo. E poi i non credenti, laici, atei, irreligiosi, agnostici. E chi fa della religione uno strumento di potere e controllo, o motivo di guerra. O chi elegge "nuovi dei" nella vita quotidiana.

PhEST – See Beyond the Sea si propone anche quest'anno come qualcosa di più di un semplice festival di fotografia, ovvero come momento di provocazione e confronto, in grado di seguire le rivoluzioni culturali e sociali mondiali per aiutare i cittadini del mondo a leggere il passato, e il presente, in modo intelligente e moderno, mantenendo un'autonomia di pensiero e anzi, cercando di costruire insieme il futuro. Dal 6 settembre al 3 novembre Monopoli si trasforma nella capitale pugliese della fotografia per il quarto anno consecutivo con il ritorno del festival internazionale di fotografia e arte dedicato quest'anno al tema Religioni e Miti, con la direzione artistica di Giovanni Troilo e la curatela fotografica di Arianna Rinaldo.

«Dio è morto? Chiedeva Nietzsche. No, non è morto, è più vivo che mai. L'uomo è costantemente alla ricerca di Dio. È parte della sua natura, è figlio della sua capacità di immaginare, figlio dell'essere consapevole della finitezza della sua esistenza e delle sue forze. Un rifugio necessario. Allora non può che ricorrere a Dio. Ma è questo ricorrere a Dio, come elemento universale, che rende la religione uno strumento perfetto per l'esercizio del potere. Diventa la base comune su cui poter costruire strutture sociali complesse e condivise – spiega il direttore artistico di PhEST, Giovanni Troilo - I grandi imperi come quello di Augusto hanno saputo fondarsi sulla costruzione del mito addomesticando il potere delle immagini alla macchina del consenso. Costantino abbraccia la religione che Roma aveva fino a quel momento combattuto e la fa diventare nuovo elemento fondativo: l'impero romano risorge nella religione. Potrebbe apparire uno strumento del passato, ma non c'è nulla di più contemporaneo.

Nella Turchia di Erdogan la religione è uno degli strumenti principali del potere, dal 1987 sono state costruite circa 1000 moschee all'anno e il Diyanet (il Ministero degli Affari Religiosi) è diventato un gigantesco apparato per la promozione dell'Islam Sunnita.

Allo stesso tempo nell'Occidente che si professa senza un dio, l'uomo costruisce raffinate religioni che si fondano prima sull'ideologia, dopo sul trionfo smithiano della legge naturale, poi sulla fede nell'algoritmo.

Lo stesso uomo che si concentra sul superamento di uno dei limiti più importanti che hanno reso necessario il postulato della religione: la mortalità. Nel suo Da Animali a Dei Yuval Noah Harari prova a considerare in una prospettiva storica allargata il lungo percorso dell'homo sapiens. Probabilmente in un giorno non troppo lontano sembrerà una breve fase di preparazione ad un uomo nuovo, l'uomo immortale: l'uomo dio?

Questi sono alcuni dei modi e delle storie con cui, senza nessun tentativo di enciclopedicità, proviamo a raccontare questo tema affascinante complesso e delicato passando dalle religioni codificate ai riti più pagani alla stregoneria all'ateismo.

Se, come fa notare Agamben, religio non deriva da religare (unire) ma relegere (l'attenzione di scrupolo cui devono improntarsi i rapporti con gli dei), religio non è ciò che unisce uomini e dei, ma ciò che veglia a mantenerli distinti. Allora profanare significa riportare all'uso comune quello che un tempo era stato sacrificato, separato dall'umano per essere destinato agli dei.

È quello che i bambini fanno in continuazione, strappare un oggetto, un rito all'utilizzo codificato per ridare nuova vita, nuovi significati.

Ed è quello che PhEST vuole provare a fare anche quest'anno: giocare, riflettere, immaginare, riportare le religioni e i miti a quello spazio intimo in cui poter dialogare coi propri sogni, con le proprie paure, coi propri desideri.

GLI EVENTI DELLE GIORNATE INAUGURALI

Tra gli eventi annunciati nelle giornate inaugurali, il 7 settembre ci sarà il concerto gratuito dei C'mon Tigre in Largo Castello a Monopoli dove a farla da padroni saranno le sonorità Mediterranee contaminate da jazz, afrobeat, funk ed elettronica (scheda in allegato 1). Sempre il 7 e l'8 settembre PhEST propone e ospita il progetto "Madonnari". Tre artisti di strada, così chiamati dalle immagini, soprattutto sacre e principalmente Madonne, che sono soliti disegnare per strada saranno ospiti in residenza artistica da Masseria Torre Coccaro, che anche quest'anno sostiene l'intero PhEST, per raggiungere Monopoli e realizzare le loro opere a tema "Religioni e Miti" sul lungomare. Si tratta dell'argentino di fama internazionale Eduardo Relero, Tony Cuboliquido e il barese Silvio Paradiso che eseguiranno i loro disegni con gesso, gessetti o altro materiale povero.

Immancabili gli appuntamenti con le letture portfolio gratuite di PhEST a Palazzo Palmieri il 7 e 8 settembre. Un'opportunità imperdibile per fotografi professionisti e amatoriali di mostrare i loro lavori a esperti internazionali di fotografia: Cynthia Dumbai (National Geographic Society), Giuseppe Oliverio (PHmuseum), Maysa Moroni (Internazionale), Katrin Iwanczuk (Laica Magazine), Giulia Ticozzi (Repubblica) e Sara Guerrini (Freelance). Per partecipare basta presentarsi mezz'ora prima dell'inizio delle letture e iscriversi. Non sono consentite prenotazioni in anticipo.  Sabato 7 settembre si comincia alle 15.00 e si finisce alle 18.00. Domenica 8 invece l'appuntamento è dalle 10.00 alle 13.00.



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