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Barletta: Emilio Solfrizzi apre la stagione del Teatro Curci con 'Sarto per Signora'

Tre le date in programma per lo spettacolo dell'attore barese: oggi e domani alle 21.15, domenica 8 novembre alle 18.30

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 05/11/2015 da Redazione

Parte domani 6 novembre, con la consulenza artistica di Michele Placido per il Teatro Pubblico Pugliese, la Stagione 2015-2016 del Teatro Curci di Barletta. In scena, in un testo di Feydeau , Emilio Solfrizzi  con “Sarto per signora”, nella regia di Valerio Binasco.

 

Prosa, Musica, Concertistica, Teatro ragazzi e Danza, la stagione del Curci avrà questa settimana ben 3 date con Solfrizzi: oggi e domani alle 21.15, domenica 8 novembre alle 18.30.

Scambi d’identità, sotterfugi, equivoci, amori segreti sono gli elementi base per questo divertente

vaudeville. La commedia è ambientata a Parigi e narra del dottor Molineaux, fresco di matrimonio ma dai dubbi comportamenti coniugali. Il protagonista in questione, infatti, avendo un animo libertino, tradisce la moglie con un’avvenente signora, e per poter incontrare la sua amante senza destare alcun sospetto si finge sarto, creando così una serie di simpatiche ed esilaranti gag che coinvolgono tutti i protagonisti della pièce. Una comicità amplificata dal virtuosismo tecnico dell’autore capace di assommare colpi di scena comici ed equivoci con la precisione di un chirurgo.


GLI ALTRI TITOLI

Musica e concertistica a cura dell'Associazione Cultura e Musica G. Curci (Direttore artistico M° Francesco Monopoli), la proposta di danza nasce da una sinergia tra Tpp e Mauro De Candia, la riproposta delle domeniche con le famiglie (teatro per ragazzi alle 18.00), l’Orchestra di Piazza Vittorio, il concerto di Capodanno con musiche di Strauss, Giampiero Ingrassia con la Compagnia della Rancia, David Riondino e Dario Vergassola, Stefano Bollani, tra le proposte musicali; la danza del Balletto di Roma e per la prima volta in Puglia le coreografie dell’istraeliano YUVAL PICK (con il sostegno di FSC Puglia 2007-13 Internazionalizzazione della scena, affidato dalla Regione Puglia al TPP) e sul finire dell’anno il Galà internazionale Tersicore che riunisce in un’unica e prestigiosa serata i migliori talenti delle più importanti accademie ed università internazionali di danza europee.

 

A novembre (27,28 e 29) un omaggio al ricordo di un amico, dedicato a Manrico Gammarota “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, di Dale Wasserman con la regia di Alessandro Gassmann con Mauro Marino, Marco Cavicchioli, Giacomo Rosselli, Alfredo Angelici, Giulio Federico Janni, Daniele Marino, Antimo Casertano, Gilberto Gliozzi, Gabriele Granito, Giulia Merelli. Dal romanzo di Ken Kesey che lavorò al testo dopo aver operato a lungo in un ospedale psichiatrico. Nota la versione cinematografica con Jack Nicholson. Spavaldo, irriverente e oppositivo il protagonista, il suo temperamento emozionerà e sconvolgerà i naturali ritmi della clinica in cui dimora. Cos’è la malattia mentale, la diversità, la provazione di diritti e l’aspirazione alla libertà.

Stefano Accorsi si cimenta a dicembre (18,19 e 20) nel “Decamerone Vizi, Virtù, Passioni”, adattamento teatrale e regia di Marco Baliani, in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola, per scoprire attraverso il teatro uno dei capolavori della letteratura italiana.

Impertinente e dissacrante “Il visitatore”, lo spettacolo proposto nel nuovo anno (15,16 e 17 gennaio). Con Alessio Boni e Alessandro Haber che interpreta Freud. Il visitatore è Boni che nella bella regia di Valerio Binasco innerva una conversazione sui grandi temi della vita. Lo sfondo è il Terzo Reich, persecuzione degli ebrei, occupazione di Vienna da parte dei nazisti, Freud attende notizie di sua figlia Anna portata via dalla Gestapo. Il visitatore si scopre essere Dio in persona, un dialogo tra il sé e il sé, il conscio e l’inconscio e sull’esistenza di Dio.

“L'abito nuovo” è frutto della singolare collaborazione di Eduardo con Luigi Pirandello. Commedia scritta nel 1935, è appartenente al filone della "Cantata dei giorni pari" . Rappresenta un adattamento di una novella di Luigi Pirandello dal titolo omonimo, a cui lo stesso Pirandello collaborò. La prima e unica rappresentazione, ebbe luogo a Milano al Teatro Manzoni il 1 aprile 1937, pochi mesi dopo la morte di Pirandello. Il lavoro sarà ripreso solo in occasione dell’edizione televisiva del ’64, come documento prezioso di un incontro artistico straordinario. Andrà in scena, con il consenso di Luca De Filippo con la produzione della Compagnia La luna nel letto / Ass. Cult. Tra il dire e il fare il 22, 23 e 24 gennaio con Marco Manchisi, Nunzia Antonino, Salvatore Marci e con Adriana Gallo, Paolo Gubello, Daniele Lasorsa, Dante Manchisi, Olga Mascolo, Tea Primiterra, Antonella Ruggero, Luigi Tagliente. La regia le scene e le luci di Michelangelo Campanale.

 

E proprio Luca De Filippo sarà a febbraio, il 12, 13 e 14 con la sua Compagnia di Teatro; a Barletta, porterà “Non ti pago” di Eduardo De Filippo, Luca in scena insieme a dieci attori e la sua stessa regia. Tris d’assi: Gianrico Tedeschi, Ugo Pagliai, Franco Branciaroli protagonisti di “Dipartita finale”, il 26, 27 e 28 febbraio, di e con la regia di Franco Branciaroli. Una parodia, un western, un gioco da ubriachi sulla condizione umana dei nostri tempi, con tre barboni che giacciono in una baracca sulle rive di un fiume, forse il Tevere, e con una Morte che li va a trovare impugnando la falce.

 

L’umorismo accattivante di Vincenzo Salemme il 4,5 e 6 marzo irrompe con “Sogni e bisogni”, una commedia di fortissimo impatto comico che consente, scrive Salemme di “aprire in qualche modo la confezione borghese della commedia classica per intrattenermi ed intrattenere il rapporto con il pubblico in sala. Avrò modo cioè di interloquire con loro per rispondere alle domande più frequenti che ci facciamo sulla profondità della natura umana soprattutto nei suoi aspetti apparentemente più semplici.

 

Giampiero Borgia ed Elena Cotugno ne La locandiera di Carlo Goldoni il 18, 19 e 20 marzo. Radicalmente riscritta, in una nuova versione di Fabrizio Sinisi diretta da Gianpiero Borgia, La locandiera riassume qui la sua carica rivoluzionaria. L’azione si svolge in un albergo miserabile di una città nel Sud: in uno scenario di crisi, povertà e ferocia sociale. L’unica donna in scena si fa centro delle passioni più ostinate e profonde: il rapporto complesso e indecifrabile fra corpo e denaro diventa una contraddizione dinamitarda, di sfrenata comicità; il linguaggio vive in un perenne cortocircuito: dal gergo dialettale al lessico poetico e filosofico.

 

Il 15, 16 e 17 aprile “Il prezzo (The price)”, di Arthur Miller nella traduzione di Masolino D’Amico, Umberto Orsini e Massimo Popolizio protagonisti e la regia di quest’ultimo. Il testo di Arthur Miller fotografa con spietata lucidità e amara compassione le conseguenze della devastante crisi economica avvenuta negli Stati Uniti nel ‘29. Figli di un padre che ha subito drammaticamente questa crisi due fratelli si incontrano dopo alcuni anni dalla sua morte per sgomberare un appartamento in cui sono accumulati i mobili e gli oggetti raccolti dal padre nel corso della sua vita e che sta per essere demolito.