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Matera, un ciclo di lezioni di storia nella Capitale europea della cultura 2019

Si comincia il 9 febbraio con lo storico Alessandro Barbero che parlerà di due grandi battaglie (Adrianopoli nel 376 d.C e Poitiers nel 732 d.C) che hanno segnato la fisionomia del vecchio continente

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 05/02/2019 da Redazione

 

Come ricorda Marc Augé, “viviamo sotto il segno di Hermes, dio della porta, della soglia della città, ma anche dei crocevia, degli incroci”. Che cosa sono, infatti, i confini se non questa soglia? Una barriera divisoria di difesa e protezione e, allo stesso tempo, una zona di passaggio, motivo a volte di scambi, altre di scontro, ma in ogni caso di inevitabili contaminazioni.

In occasione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e nell’ambito del progetto “Future digs”, organizzato dalla Fondazione Matera – Basilicata 2019, dal 9 febbraio al 6 aprile la città ospiterà un ciclo speciale di Lezioni di Storia dal titolo Oltre i confini per raccontare l’eterna esigenza dei popoli di attraversare le frontiere geopolitiche e culturali, nella trasformazione continua di sé e dell’altro. Tutte le lezioni avranno luogo alle ore 11.00 presso Casa Cava. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Inaugura il ciclo di incontri Sabato 9 febbraio lo storico Alessandro Barbero. La lezione prenderà le mosse da due grandi battaglie (Adrianopoli nel 376 d.C e Poitiers nel 732 d.C) che hanno segnato la fisionomia del vecchio continente.

Sabato 23 febbraio è la volta del geografo Franco Farinelli che rifletterà sull’evoluzione dei modelli spaziali utilizzati per la rappresentazione del mondo. Da Cristoforo Colombo a Google: come cambia il modo di fare i conti con l’esistente?

Il confine indagato da Franco Cardini sabato 9 marzo è quello tra due fedi religiose: il cristianesimo e l’islam.

Sabato 23 marzo Simona Colarizi riflette su due momenti cruciali che hanno ridisegnato l’assetto geopolitico dell’Europa: la pace di Versailles (1919) e il crollo del muro di Berlino (1989); due momenti carichi di speranze che di lì a poco rimarranno disattese.

Durante l’ultimo incontro, sabato 6 aprile, Alessandro Portelli racconterà la storia di Ouladah Equiano, rapito in Africa nel ‘700, venduto in America e fuggito in Europa. Viaggiatore, deportato, esploratore, migrante, Ouladah si batte per l’abolizione della tratta degli schiavi. Portelli intreccia questa biografia esemplare con le attuali storie di migrazione.



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