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God is an Astronaut, il gruppo rock irlandese torna in Puglia: appuntamento a Locorotondo

Il 13 luglio si terrà l'unica data italiana a Sud dopo le tappe di Roma e Milano

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 04/07/2019 da Redazione

“La nostra musica è emozione pura, un continuo scontro di tenebre e luce, con una tensione che cresce e cresce, per poi detonare con una potenza esplosiva”. Così Torsten Kinsella, fondatore col gemello Niels della band irlandese God is An Astronaut ha sempre raccontato la propria produzione artistica.

Il trio, che si completa con il batterista Lloyd Hanney, torna in Puglia dopo due anni per quella che si conferma, il prossimo 13 luglio alla Masseria Mavu’gliola di Locorotondo (Ba), l’unica data italiana a Sud dopo le tappe di Roma e Milano.

Biglietti ancora in vendita nel circuito on line Vivaticket (25 euro + diritti di prevendita) e in tutti i punti vendita Vivaticket. Salvo disponibilità, sarà possibile acquistarli anche il giorno dell’evento al botteghino al costo di 33 euro.

Il tour accompagna l’uscita dell’ottavo album "Epitaph" (Napalm Records, 2018) a cui la band stava già lavorando da due anni e che dimostra la capacità di imprimere emozioni alle melodie rarefatte ed eteree alle quali hanno abituato i fan fin dai primi lavori. “Epitaph” racconta, attraverso atmosfere inquietanti incise con riff gelidi, la lacerazione per la perdita prematura di un familiare, ma segna anche la volontà di congedarsi da sonorità più vellutate, pur se in parte presenti, valorizzando la ricerca melodica e l’uso più incisivo di strumenti come il pianoforte.

Un calcolato caos musicale che sotto l’egida mitologica stavolta, unisce una trionfale eleganza classica a chitarre taglienti, per poi tornare nel finale a suoni più armoniosi, felpati, come se qualcuno stesse lasciando una stanza in punta di piedi. La musica come un viaggio. È questo che da sempre si propongono di offrire nei loro full audio video show. Non resta che affidarsi ai conducenti. Unica data italiana anche per i berlinesi The Ocean, che aprono la serata. Il collettivo guidato dal chitarrista Robin Staps che ha cambiato tutti i musicisti al suo fianco, ha realizzato un nuovo album Phanerozoic I: Palaeozoic (uscito a novembre 2018) dopo un silenzio di cinque anni. Il concept, parte di un progetto che dovrebbe completarsi nel 2020, racconta secondo il mito nietzschiano dell’eterno ritorno, le ere che hanno portato all’evoluzione della Terra. Arrangiamenti di qualità che incrociano hardcore, post-rock e moderno progressive metal.




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