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Teatri di Bari, il bilancio della prima stagione: 75mila spettatori e più di cinquemila giornate lavorative

Altissima la percentuale di compagnie che hanno trovato spazio sui palchi di Kismet, Abeliano e dell'Officina degli Esordi

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 04/07/2016 da Redazione

Settantacinquemila spettatori totali fra ospitalità e tournèe, 220 recite, 40 compagnie di cui 24 pugliesi nelle sole repliche serali, il 30% di biglietti venduti on line per le stagioni serale e ragazzi;5200 giornate lavorative, 343 scritturati tra artisti e tecnici per lo più pugliesi; 35 laboratori attivati tra i laboratori urbani di Bari – Officina degli Esordi, Martina Franca – Arte Franca, Gioia del Colle e Turi – Bandeàpart, con una partecipazione di circa 2000 giovani e non solo e 200 eventi aperti al pubblico; 10mila studenti coinvolti nel progetto "Dal palcoscenico alla realtà"; il decentramento nei comuni di Corato e Altamura con appuntamenti programmati nei teatri storici e l'avviata collaborazione con il Festival delle Gravine e con i comuni a questo legate.

Sono alcuni dei numeri della prima stagione firmata Teatri di Bari appena conclusasi.

Riconosciuto ufficialmente come TRIC Teatro di Rilevante Interesse Culturale a marzo 2015, il consorzio Teatri di Bari si è andata configurando in prima istanza come casa del teatro pugliese, giovane e non solo. È infatti altissima la percentuale di compagnie che hanno trovato spazio sui palchi di Kismet, Abeliano e dell'Officina degli Esordi e in molti casi hanno qui prima provato e poi debuttato con i loro lavori: artisti già d'esperienza da un lato e realtà alla prima prova pubblica hanno dato agli spettatori l'occasione di conoscere un pezzo della cultura teatrale del territorio. Accanto a loro, ospiti nazionali come Antonio Latella, Fausto Russo Alesi, Punta Corsara, Antonio Salines hanno reso il cartellone dei Teatri di Bari assolutamente variegato e capace di abbracciare un pubblico spesso diverso, per età e interessi.

"É un ottimo risultato che ci invoglia a fare sempre meglio" dichiara Augusto Masiello, presidente del Tric. "Il TRIC di Bari deve guardare sempre più alto, puntando a divenire un riferimento culturale per tutto il Sud Italia da un lato e casa del teatro pugliese dall'altro. La relazione con le compagnie del territorio è uno degli aspetti su cui stiamo puntando di più: la nostra regione ha un patrimonio di competenze artistiche straordinario, le cui eccellenze sono oggettivamente riconosciute in Italia e Europa. Basti pensare alle tournèe delle tante compagnie ospiti del nostro Festival Maggio all'Infanzia o a realtà come i VicoQuartoMazzini, di cui siamo coproduttori dell'ultimo spettacolo Little Italy, invitato a partecipare al festival internazionale del teatro di Oslo, dedicato a Henrik Ibsen o agli acclamatissimi Fibre Parallele, cui quest'anno il TRIC ha dedicato una lunga personale di grande successo" e concludendo Masiello osserva che "grande merito va dato all'amministrazione Decaro, complice di questo risultato, capace di intuire le potenzialità del TRIC in un momento comunque di crisi".

Su questa scorta, dalla direzione artistica dei Teatri di Bari, Vito Signorile e Teresa Ludovico preannunciano che "anche la stagione 2016/2017 manterrà forte la propensione all'incontro tra i grandi maestri del teatro italiano e la ricca produzione pugliese. Siamo orgogliosi di essere riusciti a raggiungere questi primi risultati e di aver soprattutto riscontrato entusiasmo dai colleghi della nostra regione: il TRIC ha nel suo statuto una missione precisa relativa proprio all'essere spazio di accoglienza e sostegno alla creatività pugliese e riteniamo di aver iniziato a centrare con successo questo obiettivo".

Pensando al futuro, "la nostra sfida è far diventare la cultura sempre più attrattiva per il mondo dell'impresa, come motore di sviluppo economico" spiega il direttore del TRICVincenzo Cipriano, "non possiamo prescindere dal confronto con le aziende che se non sempre potrà tradursi in sponsorizzazioni dirette, certamente potrà significare scambi di servizi e competenze".