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Rocky Malatesta (presidente Cesvir) sulla copertina della rivista russa 'Italia': 'Il meglio deve ancora venire'

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 03/07/2019 da Redazione

Di seguito l’intervista completa a Rocky Malatesta, presidente del Cesvir di Bari, pubblicata sulla rivista russa “Italia”.

 

“Il mio obiettivo? Punto ogni anno a realizzare eventi che sorprendano più delle edizioni precedenti. Ormai sono diverse centinaia gli artisti russi che attraverso i nostri Festival si sono esibiti in Italia e tantissimi i talenti nati nella nostra regione che hanno incantato i palcoscenici di Mosca e dintorni. Questa lunga strada è percorsa grazie alla Diplomazia della Cultura”.

 

Titolo a pag. 28:      La Diplomazia della Cultura. Bari, Russia e San Nicola

Rocky Malatesta è fondatore e presidente del Cesvir, Centro Economia e Sviluppo Italo-Russo di Bari. Dal 2007 organizza il “Giardino estivo delle arti russe in Italia” e il “Festival dell’arte italiana della Regione Puglia a Mosca”. La rivista “ITALIA – Made in Italy” è legata alla Puglia dai rapporti di amicizia e con molto piacere collabora con il Festival di Mosca come partner mediatico. 

 

Con molto successo si è appena conclusa la XIII edizione del Festival dell’arte russa, che ormai ha esteso il suo raggio d’azione non solo su Bari e le sue immediate vicinanze…

 

La geografia del Festival continua ad ampliarsi. Quest’anno abbiamo coinvolto non solo i comuni di Mola di Bari e Polignano a Mare, che ormai sono diventati i nostri partner abituali, ma siamo arrivati anche al Castello Aragonese di Taranto, dove ci ha accolto la Marina militare, e a Matera, la Capitale europea della cultura 2019.

 

I russi conoscono Bari per il culto di San Nicola. Oggi ci sono finalmente due voli diretti che uniscono Bari a Mosca, un bel supporto per quella che lei definisce “Diplomazia della cultura” come la strada che davvero unisce la Russia e la Puglia.

 

Abbiamo toccato tutti con mano questo legame storico tra Bari e la Russia nel nome di San Nicola lo scorso anno in occasione dell’esposizione delle reliquie del vescovo di Myra a Mosca e San Pietroburgo. Ma è solo uno dei tanti, pur sempre importantissimo, momento del nostro lungo cammino, che spesso abbiamo fatto ostacolati dagli squilibri internazionali. Ci ha portato a superare le diffidenze, le barriere economiche e le distanze geografiche o linguistiche.

Solo in apparenza la cultura non genera, diversamente da come fa un volo diretto o uno scambio commerciale, importanti risultati. La “Diplomazia della cultura” è sempre stata la mission principale del Cesvir: aspiriamo a tessere relazioni basate sulla conoscenza reciproca, su legami sinceri capaci di superare incomprensioni e pregiudizi. La cultura alimenta in modo naturale anche la conoscenza delle destinazioni, in quanto mete di turismo e di business.

 

A Bari e in Puglia lei è diventato un punto di riferimento quando si parla di Mosca, di Russia, di cultura e di rapporti istituzionali bilaterali. Ma anche per molti russi lei è il primo nome che viene in mente quando si parla di Bari, grazie alle relazioni da lei così ben coltivate in questi 15 anni.

 

Questa sua affermazione mi onora. Negli anni, ricoprendo diversi ruoli in ambito pubblico e poi con il Cesvir, ho costruito un’importante rete di relazioni, alcune delle quali si sono trasformate in profonde amicizie. Penso alle tante edizioni della Task-Force Italo russa, un evento economico bilaterale, grazie al quale, con la delega dell’allora presidente Vendola, ho rappresentato la Puglia in otto forum svolti in altrettante regioni russe e italiane. Ne organizzammo uno indimenticabile proprio a Bari nell’ottobre 2010. E come non menzionare che quest’anno, per la prima volta, il nostro Festival invernale, che si è fregiato di un accordo del Cesvir con il teatro Gelikon Opera di Mosca, ha ottenuto oltre che il consueto sostegno del Ministero della Cultura russo e della Regione Puglia, anche il pieno appoggio del governo della Città di Mosca. Per diversi anni i nostri festival si sono potuti vantare di una madrina d’eccezione: la signora Svetlana Medvedeva, moglie dell’allora presidente russo. Inoltre da sempre gode di un’altrettanta prestigiosa collaborazione con la Fondazione Russa della Cultura, presieduta dal grande regista Nikita Michalkov.

Nulla però sarebbe stato possibile senza l’impegno e la passione dei nostri partner russi del Centro dei Festival Cinematografici e dei Programmi Internazionali, guidati dalla cara amica Tatiana Shumova, a cui sono grato per la tenacia e il cuore che ogni volta mostra nel realizzare con noi sogni impensabili.

Non posso che essere grato, per aver accompagnato questo lungo cammino, l’allora sindaco di Bari e attuale Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che con grande lungimiranza ha sempre supportato le nostre attività e i collaboratori del Cesvir, coordinati dalla validissima Evelina Giordano, grazie ai quali si sono realizzati eventi sempre di straordinario livello.

 

“L’arte è il miglior mediatore tra nazioni, e c’è della magia in questo. E’ la sensazione che il meglio debba ancora arrivare”.

 

Sentirla parlare con grande entusiasmo fa sorgere una domanda spontanea: come nasce la sua “passione” per la Russia?

 

Nel 2004, partecipando per la prima volta ad un nostro evento ufficiale della Puglia a Mosca, venni profondamente colpito dall’emozione che i miei interlocutori russi mostravano quando raccontavo di Bari e soprattutto di San Nicola. Dopo qualche anno, durante i quali ho realizzato diverse attività per favorire gli scambi Puglia Russia nei settori economici, grazie alla mediazione della cara amica Marisa Florio, direttrice della sede di Mosca della Camera di Commercio Italo Russa, ho avuto l’onore di conoscere Tatiana Shumova. Una sorta di folgorazione. Abbiamo organizzato insieme il primo Festival dell’Arte russa nel maggio 2007: è iniziato un lungo percorso ricco di occasioni di reciproco arricchimento.

In questi anni sono stato in Russia tante volte, e non solo a Mosca e San Pietroburgo, ma il viaggio più memorabile l’ho fatto l’anno scorso a Valdaj. Su invito dell’Università umanistica “San Tichon” ho vissuto per una settimana nel monastero Iverskij insegnando la lingua italiana agli studenti di una summer school. Trovarmi in questo posto meraviglioso carico di spiritualità e vedere quanto interesse suscitava l’Italia agli studenti, è stato per me un vero miracolo. Ancora oggi ricordo con il sorriso quando mi è stato chiesto di cucinare “un piatto italiano” nella mensa del monastero per 40 persone: ho cucinato la pasta, ed è andata così bene, che ho dovuto fare lo chef anche nei due giorni successivi.

 

Tornando al tema della religione: il turismo religioso, ci tiene a precisare, non va confuso con l’aspetto economico legato agli affari commerciali.

 

Non farci trovare impreparati di fronte a tutto quello che accadrà quando il fenomeno del pellegrinaggio esploderà in tutta la sua pienezza non significa far diventare San Nicola un brand commerciale. Bari potrebbe essere presto sede di un Consolato generale di carriera, dopo quello onorario aperto un anno fa, che possa creare opportunità di collaborazione ancora più solide. I Forum Italo – Russi, che abbiamo organizzato a Bari in questi anni, hanno dimostrato che il capoluogo pugliese ha le carte in regola per diventare polo attrattivo per tutto il Sud Italia degli interessi economici, politici, culturali e religiosi della Federazione russa. Questo è stato confermato anche dall’esperienza dello Sportello Russia dell’AICAI, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Bari, da me ideato. Nel periodo della sua esistenza questa iniziativa ha portato a risultati importanti in tantissimi settori economici.

Non dimentichiamo poi un altro passaggio rilevante nei nostri rapporti bilaterali. Nel 2009, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, a quel tempo ero consigliere del Sindaco di Bari per le relazioni con la Russia, fu restituita al Patriarcato di Mosca la Chiesa russa di Bari edificata agli albori del ‘900 con il sostegno economico dell’ultimo Zar Nicola II. Le attività intraprese una decina di anni fa hanno portato risultati che continuiamo a vedere ancora oggi.

C’è un interesse crescente della Russia per Bari. Nel 2017 è stato girato un docufilm su San Nicola che è andato in onda sul primo canale della tv russa. Accanto al tema della fede il documentario ha raccontato molto della città stessa. Se poi consideriamo che tantissimi media stranieri hanno parlato della presenza delle reliquie di San Nicola a Bari, e che il nostro Patrono è il più venerato dai circa 350 milioni di ortodossi nel mondo, allora ecco un quadro più realistico di ciò che ci aspetta. Occorrerebbe lavorare su servizi integrati di accoglienza, favorendo la diffusione di un livello base della lingua russa. Abbiamo il dovere di offrire a coloro che verranno qui per San Nicola anche dei servizi che sono propri del turismo leisure, ma dovremo sostenere anche il turismo legato al business, di chi sceglierà di investire in Puglia, una regione dinamica e propositiva.

In questo senso San Nicola non è solamente un monumento di fede e spiritualità...

San Nicola letteralmente unisce due popoli e due Chiese, ed è il simbolo della riapertura del dialogo tra la Chiesa di Papa Francesco e il Patriarcato russo di Kirill. Bari, che nel 2018 ha ospitato l’incontro voluto da Bergoglio tra le Chiese cristiane, è un luogo di incontro e di dialogo, riconosciuto universalmente come terra di Pace. Alla base ha una profonda fede comune ma offre anche grandi opportunità dal punto di vista turistico ed economico se non dimenticheremo di credere nel ponte culturale, nel legame che storicamente unisce Bari e la Russia.

In questo cammino di conoscenza reciproca sono proprio gli scambi culturali, la musica, il cinema e le arti a rappresentare i più straordinari ed efficaci canali di mediazione, e c’è un elemento magico in tutto questo.

Ed è la sensazione che il meglio debba ancora arrivare!



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