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Mancano pochi giorni al 'Il Libro Possibile' di Polignano a Mare

Vendola: 'E' il momento del confronto delle idee e dei libri'

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 02/06/2014 da Redazione
“Il festival di Polignano è un fiore all’occhiello di una Puglia che diventa sempre di più un brand di qualità. Io ne sono innamorato perché Polignano è uno dei luoghi più magici del mondo e il fatto che sia il palcoscenico per collocare in un ruolo da protagonista il libro, per me è un fatto molto importante. Ancora di più, se lo si colloca in una Italia che fa fatica a leggere e ancora più fatica a comprare i libri”. Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola parlando della tredicesima edizione del festival “Il libro possibile” che si svolgerà a Polignano dal 9 al 12 luglio.
Polignano è qualcosa che ci deve far riflettere su quanto questo paese sia prigioniero dei propri pregiudizi. Se Polignano fosse in provincia di Torino il festival del libro avrebbe spazio nei tg nazionali e paginate sulle testate nazionali.
“Il festival del libro possibile – ha aggiunto Vendola - è un evento di popolo – che celebra il confronto delle idee, è un evento straordinario perché aiuta il libro a vivere e a respirare, anche perché non dobbiamo dimenticare che il libro è economia. Polignano è uno degli appuntamenti più belli di tutta l’estate pugliese ed è una delle spiegazioni del fatto che la Puglia si conferma, anche quest’anno, al primo posto come attrattività turistica”.
Per Vendola è sempre opportuno “far vivere la contesa delle idee in un paese in cui si sentono poco le idee e molto i rumori della contesa”. E la specificità di Polignano – ha detto il Presidente – è che qui i rumori vengono messi in un cantuccio mentre si sente forte la bellezza dei pensieri, delle opinioni, delle idee e delle passioni intellettuali che si incontrano e che si scontrano, ma sempre con una cordialità e convivialità che lo scenario di Polignano favorisce”.
“Peccato che i grandi media non si accorgano mai di nulla – ha concluso Vendola - bisognerebbe dire ai giornalisti che arriveranno tra qualche giorno a Polignano, di non dimenticare, quando tornano a casa, dell’esistenza di un Sud che non è soltanto buco nero, mafia e sprechi, ma è anche investimento in cultura e coraggio di ricostruire un tessuto civile più avanzato”.