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'Cous Cous clan', al Kismet in scena lo spettacolo di Carrozzeria Orfeo

La compagnia sarà impegnata a fotografare senza fronzoli un'umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre lucido

Pubblicato in Cultura e Spettacoli il 01/12/2018 da Redazione
Foto Laila Pozzo


Dopo il grande successo di “Thanks for vasellina” e “Animali da bar” la compagnia Carrozzeria Orfeo torna al teatro Kismet di Bari, nell’ambito della stagione “Farsi Mondo”, a cura di Teresa Ludovico, con il nuovissimo “Cous cous klan”, in scena sabato 1 dicembre e domenica 2 dicembre alle ore 21. Una coproduzione Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo, Marche Teatro, in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana e Corte Ospitale – residenze artistiche.

Lo spettacolo è diretto da Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi, con musiche originali di Massimiliano Setti. Sul palco Angela Ciaburri, Alessandro Federico, Pier Luigi Pasino, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi, voce fuori campo Andrea Di Casa.
 

Ancora una volta Carrozzeria Orfeo sarà impegnata a fotografare senza fronzoli un'umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta. 
Lo scenario è un mondo in cui tutta l'acqua è stata privatizzata. Ormai da dieci anni, fiumi, laghi e sorgenti sono sorvegliati dalle guardie armate del governo, che non permettono a nessuno di avvicinarsi alle fonti idriche. Il divario tra ricchi e poveri è allarmante e mentre i primi vivono all'interno di recinzioni, ovvero città recintate da filo spinato e sorvegliate da telecamere di sicurezza, i secondi tentano di sopravvivere al di fuori di esse lottando ogni giorno contro la mancanza di cibo e di acqua.
 

In un parcheggio abbandonato e degradato dietro ad un cimitero periferico, sorge una micro comunità di senzatetto, all'interno della quale sono parcheggiate due roulotte fatiscenti. Nella prima ci vivono tre fratelli orfani: Caio, ex prete nichilista e depresso, Achille, sordomuto e irrequieto, e Olga, la sorella maggiore, obesa e con un occhio solo. Nell'altra roulotte ci vive Mezzaluna, precario compagno di lei, un musulmano, immigrato in Italia ormai da dieci anni, che per sopravvivere seppellisce rifiuti tossici per un'associazione criminale di giorno e lavora come ambulante di notte. Presto alla comunità, già logorata da continui conflitti razziali ed interpersonali per la sopravvivenza, si aggiungerà Aldo, un medio borghese, elegante e maturo, che dopo un grave problema famigliare si è ritrovato a dormire per strada. Ma a sconvolgere il già precario equilibrio di questa comunità sarà Nina, una ragazza ribelle e indomabile, un'anima sospesa ed imprevedibile, che si rivelerà al tempo stesso, il più grande dei loro problemi e la chiave per il loro riscatto sociale.



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