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Strage di Taranto. Alfano: "lo Stato c'è ed è più forte di chi lo contrasta"

Sdoganato il "modello Taranto", un programma di controllo del territorio mirato

Pubblicato in Cronaca il 21/03/2014 da Redazione
'Il 17 marzo a Palagiano e' stato versato sangue innocente. Questo triplice omicidio non può restare impunito. E' stato un delitto infame, da animali. Lo Stato non può non trovare i colpevoli o il colpevole''. Parole decise e secche quelle del ministro dell'Interno Angelino Alfano al termine della prima parte del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica che, in Prefettura a Taranto, si e' occupato del triplice omicidio di Palagiano in cui sono morti un pregiudicato di 43 anni, Cosimo Orlando, la sua compagna Maria Carla Fornari, di 30 e il figlio di quest'ultima, un bambino di 2 anni e mezzo. Il vertice si è tenuto alla presenza dei vertici nazionali delle forze dell'ordine, del procuratore della Direzione Distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, del procuratore capo di Taranto Franco Sebastio e del procuratore generale della Corte di Appello di Lecce, Giuseppe Vignola.
''Faremo di tutto - ha aggiunto il ministro- per trovare chi li ha ammazzati''. ”Lo Stato – ha poi continuato Alfano - dimostrerà' di essere più forte di chi lo contrasta e di chi vuole creare nei confronti dei cittadini una percezione di sfiducia''.
Poi ha annunciato che passeranno da 60 a 83 le nuove unita' di polizia e carabinieri inviate dal Ministero dell'Interno in provincia di Taranto. Un incremento per il quale Alfano ha ringraziato l'Arma dei carabinieri. "Abbiamo messo in campo - ha spiegato - sia i reparti operativi speciali dei carabinieri, e cioè il Ros, che il servizio centrale operativo della polizia, e cioè lo Sco". I vertici dei due servizi ieri hanno incontrato il procuratore Cataldo Motta. "Si sta lavorando, insieme ai comandi provinciali delle forze dell'ordine e al coordinamento del prefetto di Taranto - ha continuato Alfano - per un piano di sicurezza che non sia generico ma che sia attagliato al territorio di Taranto".
"Abbiamo capito che le scarcerazioni avvenute e quelle che potrebbero avvenire possono determinare alti eventi e altri crimini. Ecco perché abbiamo stabilito, insieme a tutta la squadra dello Stato, di fare un'analisi permanente di tutti gli scarcerati e degli scarcerandi". "La legge si applica - ha aggiunto - e quindi se devono essere scarcerati o se possono stare in semiliberta' nessuno lo può impedire come nel caso di Cosimo quasi certamente principale obiettivo dell'agguato in cui e' morto anche un bimbo di due anni e mezzo. Allo stesso tempo però, dobbiamo impedire che le carceri si svuotino e si riempiano i cimiteri. Lo faremo con un programma di controllo del territorio mirato, a misura di Taranto".
Uno degli obiettivi su cui lavorare, ha annunciato Alfano, sarà la georeferenziazione dei reati, vale a dire una mappa statistica, strada per strada, comune per comune, del tipo e dei numeri dei reati, con l'utilizzo di tutte le tecnologie per riuscire a creare un monitoraggio del territorio e un sistema di prevenzione del crimine che abbia una efficacia come mai si e' riscontrata in passato. Si lavora all’istituzione di un desk interforze che monitorerà il profilo criminale di quelli che entrano o escono dal carcere.


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