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Torna la paura nel tarantino, diossina nel latte bovino

A scoprirlo il dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto

Pubblicato in Cronaca Ambiente il 10/01/2014 da Redazione

La notizia pubblicata dal quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno" ha riportato i tarantini ed i pugliesi indietro nel tempo. A cinque anni fa quando fu ritrovata in un formaggio prodotto in masserie vicine all'area industriale di Taranto, diossina. Oggi, l'allarme è tornato perché a destare preoccupazione è il latte bovino di un allevamento di Massafra, contenente quantità pari al doppio (11,72 picogrammi per grammo di grasso) rispetto al consentito (5,5 picogrammi per grammo di grasso). 

A scoprirlo, il dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto che tra aprile e settembre dello scorso anno ha compiuto due ispezioni nell’allevamento di proprietà di Giuseppe Chiarelli ubicato in contrada Orofino (a un chilometro dalla periferia di Massafra, a 1500 metri dalla statale 7 Taranto-Massafra, a circa 10 chilometri dall’Ilva e dalla zona industriale di Taranto mentre in un raggio di 5 chilometri si trovano l’inceneritore dell’Appia Energy e la discarica Cisa), prelevando dei campioni di latte prodotti dai 55 animali presenti nell’azienda e destinati alla produzione mista di latte e carni, campioni poi inviati all’istituto zooprofilattico di Teramo che ha rilevato l’anomala presenza di diossina.

La vicenda, stando alle indiscrezioni raccolte dal quotidiano, sarebbe adesso all'attenzione della Procura della Repubblica, della Regione Puglia, del Commissario straordinario presso la Provincia di Taranto, del sindaco di Massafra e dei sindaci di Taranto e Statte. L'ipotesi, questa volta come cinque anni fa, potrebbe essere un procedimento contro ignoti, affidando una perizia per risalire alla fonte di diossina.