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Ilva, Camusso: 'Sì al siderurgico nelle mani pubbliche'

Anche Maurizio Landini è a favore dell'intervento pubblico

Pubblicato in Cronaca Lavoro Sviluppo e Lavoro il 02/12/2014 da Redazione
Presidio questa mattina, dalle 6 alle 8, dei delegati della Fim Cisl Taranto-Brindisi davanti alle portinerie dello stabilimento Ilva. I sindacalisti hanno incontrato i lavoratori, ad ognuno dei quali è stato consegnato un volantino con le proposte per un confronto con il governo. "Siamo solo sindacato. Non mendichiamo ascolto dal governo, lo meritiamo. Perché serve andare oltre - recita il volantino - la logica della facile contrapposizione tra chi dice di cambiare tutto e chi non vuole cambiare nulla". La Fim si sofferma sul "valore della partecipazione e della solidarietà, che si realizza prima nella proposta - sottolinea l'organizzazione sindacale - e dopo nella protesta".
A Taranto, per partecipare a un'assemblea dei quadri e delegati, anche la leader della Cgil Susanna Camusso: "Da lungo tempo - ha dichiarato - diciamo che la siderurgia è un settore strategico per il nostro paese, che non si può perderla, e quindi questa è un'ottima ragione per prevedere un intervento pubblico". Lo Stato deve intervenire per salvare l'Ilva ma "non sia semplicemente lo svuotamento di un'azienda per poi magari spezzettarla e metterla sul mercato senza prospettive". Lo ha detto il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, dopo aver partecipato, insieme a Camusso, a un'assemblea in fabbrica con i lavoratori Ilva. "Se al contrario - ha aggiunto - è per rafforzarne l'importanza, continuare gli investimenti e renderla competitiva, condividiamo l'intervento".
Anche Maurizio Landini ha detto che Renzi, quando parla di nazionalizzare l'azienda, "dice una cosa giusta. Le misure dovrebbero prevedere l'intervento di un soggetto pubblico capace, in 2 o 3 anni, di rimettere in sesto l'azienda garantendo l'occupazione degli 11.000 dipendenti, tutelare l'ambiente e poi rilanciarla sul mercato. Dopo le parole dell'amministratore delegato di Cassa Depositi Prestiti, Giovanni Gorno Tempini, di ormai un mese fa, quelle del premier Renzi confermano, quindi, l'ipotesi di un intervento dello Stato nel risanamento dell'impianto pugliese. Operazione che prevede, solo per il piano di risanamento ambientale, un esborso di 1,8 miliardi di euro.